Gal nel Vibonese, il presidente del Cogal aspetta la sentenza nel merito del Consiglio di Stato

Dopo l’ordinanza di rigetto della sospensiva sulla decisione della Regione di ammettere a finanziamento la sola proposta del Gal “Terre Vibonesi”, Paolo Pilieggi risponde al sindaco di Gerocarne

Dopo l’ordinanza di rigetto della sospensiva sulla decisione della Regione di ammettere a finanziamento la sola proposta del Gal “Terre Vibonesi”, Paolo Pilieggi risponde al sindaco di Gerocarne

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Arriva la risposta del presidente del Cogal-Serre vibonesi, Paolo Pileggi, all’ordinanza del Consiglio di Stato relativa al rigetto della richiesta di sospensiva del Cogal Monte Poro-Serre Vibonesi e al conseguente “canto di vittoria del sindaco di Gerocarne, nonchè  presidente del Gal Terre Vibonesi”.

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Paolo Pileggi ricorda infatti che “siamo ancora all’inizio e non c’è ancora la sentenza definitiva sul merito del ricorso. Il Cogal insisterà per far emergere le storture, connivenze e complicità – dichiara il presidente Paolo Pileggi – della Regione Calabria attraverso il titolare dell’assessorato all’agricoltura, Mario Oliverio, nonchè governatore della Calabria, in stretta combutta con Brunello Censore, colleghi di corrente politica all’interno del Pd. Dopo un anno e mezzo dall’assegnazione dei finanziamenti comunitari non è stato speso un solo euro per attuare il Piano di sviluppo locale destinato allo stesso territorio. Questi sono fatti e non parole, che prescindono da ogni procedura amministrativa e giudiziaria. 

A tal proposito voglio ricordare – continua Pileggi – che il Cogal ha presentato sui fatti che riguardano i finanziamenti destinati al territorio vibonese dalla programmazione 2014-20, denuncia penale alla Procura della Repubblica, nonchè segnalato all’Anac (Agenzia Nazionale Anticorruzione) circostanziati motivi per ritenere che al Gal Terre Vibonesi siano stati assegnati finanziamenti comunitari, programmazione 2014-20, in modo “illegittimo” da parte della Regione Calabria.

Attenderemo dunque – spiega Pileggi – con serenità quanto stabilirà il Consiglio di Stato, convinti di aver fatto tutto quello che era necessario al fine di fare chiarezza su una vicenda che ha dell’incredibile, vale a dire che un partenariato pubblico- privato – previsto dal regolamento comunitario e dal successivo bando della Regione Calabria per selezionare i Gal (gruppo di azione locale) e i rispettivi piani di sviluppo locale – viene assegnato al Gal Terre Vibonesi contro il Cogal Monte Poro-Serre Vibonesi. Per dimostrare quanto sosteniamo basta ricordare soltanto due criteri previsti dalla griglia di valutazione e come questi siano stati assegnati dalla commissione di valutazione: capacità di gestione finanziaria e amministrativa; cooperazione interterritoriale e transnazionale.

Ebbene sul primo punto al Gal Terre Vibonesi viene assegnato il massimo del punteggio, al Cogal Monte Poro Serre Vibonesi, con venti anni di esperienza, il punteggio minimo. Da rammentare, che i programmi attuati dal Cogal Monte Poro Serre Vibonesi, hanno registrato la realizzazione del 98-99% in termini di obiettivi e spesa rendicontata, rapportata alle previsioni dei programmi presentati ed approvati.

Sul secondo punto, la cooperazione, al costituendo Gal Terre Vibonesi si attribuisce – continua Pileggi – il massimo del punteggio sulla base di una semplice dichiarazione di presentare successivamente una proposta di progetto di cooperazione, mentre al Cogal viene assegnato il minimo del punteggio pur avendo presentato ben due accordi di partenariato con altri territori rurali appartenenti all’Unione Europea, e nonostante la documentata esperienza in questo campo che attesta risultati sia per ciò che riguarda gli obiettivi previsti, sia per quanto attiene la spesa, 99,00%.

Questi sono fatti che non possono essere nascosti o sottaciuti. Dal mio punto di vista, la mala politica ha colpito ancora. Una politica che ha gettato il territorio del Vibonese in fondo al baratro. Per concludere, ammettiamo per ipotesi che la Regione Calabria ha fatto tutto bene, è stata imparziale e ineccepibile nell’assegnare i punteggi al Gal Terre Vibonesi, capofila il Comune di Gerocarne, e che lo stesso aveva tutti i requisiti per vedersi assegnato il finanziamento comunitario per attuare il Piano di Sviluppo Locale per come previsto dall’avviso pubblico della stessa Regione, c’è però un punto incontrovertibile e indiscutibile.  Il fatto che l’avviso pubblico della Regione Calabria per selezionare i Gal e le loro proposte di Piano di Sviluppo Locale prevede che entro trenta giorni dal decreto di assegnazione delle risorse finanziarie, lo stesso partenariato o Gal  deve avere una sede operativa in un Comune ricadente nel territorio di riferimento e che entro sessanta giorni dallo stesso decreto il partenariato si deve costituire in un Gal (Gruppo Azione Locale) rispettando gli stessi requisiti previsti dallo stesso avviso pubblico.

Orbene, della sede ad oggi si sa che si trova nel Comune di Spilinga in via della Resistenza senza numero civico, vuota e senza contratto di locazione tra il Gal Terre Vibonesi e lo stesso Comune di Spilinga. Per quanto attiene la costituzione del Gal entro i 60 giorni risulta che lo stesso Gal si è costituito con quattro comuni di numero contro il 40% del territorio (venti Comuni) e 8 aziende private che nulla hanno a che fare – conclude il presidente del Cogal – con la rappresentanza del tessuto economico locale”.

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