Sergio Pititto rivendica l’avvio da parte della sua amministrazione della procedura a tutela della secolare Araucaria che sorge nel centro storico. La pianta ha subito un tentativo di abbattimento fermato in extremis dalla polizia municipale: «La diffida? Era stata notificata secondo le procedure di legge»
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Sul taglio dell’albero secolare di Pizzo interviene per fare alcune precisazioni il sindaco della città, Sergio Pititto. Un episodio che ha destato non poco scalpore nella comunità napitina, da sempre abituata a scorgere tra le case del centro l’imponente Araucaria ultracentenaria, nota anche come “l’albero dei dinosauri”. Il taglio, ordinato dal nuovo proprietario del terreno sembra per far spazio a una piscina, è stato fermato dall’intervento di alcuni cittadini e dalla Polizia locale.
Dopo le polemiche che ne sono seguite e che hanno investito anche l’amministrazione comunale, il sindaco Pititto interviene ora per ricostruire passaggi e responsabilità attraverso una lunga serie di precisazioni.
«Preliminarmente si vuole evidenziare che solo l’attuale amministrazione comunale ha avviato l’iter per la declaratoria di “albero monumentale”, sebbene la normativa risalga all’anno 2008 e poi dalla legge 110 del 13.01.2013», si legge nella nota, che rivendica l’iniziativa intrapresa negli ultimi mesi. Un percorso che, secondo quanto riferito, sarebbe stato accompagnato da comunicazioni formali e da un coinvolgimento degli enti competenti.
Sul piano procedurale, l’amministrazione sottolinea anche il rispetto delle formalità previste: «Relativamente alle notifiche le stesse sono state effettuate al proprietario, in persona del suo amministratore di sostegno, così come prescritto dalla normativa». Un passaggio che viene richiamato per chiarire la correttezza degli adempimenti seguiti.
Nel momento in cui l’intervento di taglio era in corso, si evidenzia, «il personale della Polizia locale è intervenuto con immediatezza per bloccare l’intervento in corso con conseguente segnalazione dei fatti alle Autorità». Parallelamente, «l’amministrazione ha richiesto agli uffici competenti una dettagliata relazione su tutto l’iter amministrativo seguito al fine di verificare eventuali criticità».
Tra gli atti acquisiti compare anche una relazione tecnica di parte, depositata dopo l’abbattimento: «Agli atti dell’Ente è stata prodotta una Relazione tecnica, da parte di tecnico agronomo di parte pervenuta al Protocollo del Comune in data 31.03.2026 prot. n. 8302, a taglio avvenuto, attestante una situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumità». Un elemento che si inserisce nella ricostruzione complessiva ma che arriva, viene sottolineato, quando l’albero era già stato rimosso.
Il Comune ricorda quindi come «sin dal 27.02.2026 prot. n. 5140» fossero state attivate «tutte le procedure per la tutela dell’Araucaria», coinvolgendo le amministrazioni competenti e avvisando la proprietà dell’area. «Attesa la monumentalità, ovvero il valore paesaggistico della fattispecie, eventuali interventi anche di manutenzione ordinaria dovevano essere richiesti, con apposita istanza, e autorizzati dall’Ente per le valutazioni di competenza», si legge ancora.
A conferma di questo percorso, viene richiamato anche un sopralluogo effettuato a metà marzo: «in data 16.03.2026 la Legione Carabinieri Forestale “Calabria” – Nucleo di Vibo Valentia – aveva effettuato un primo sopralluogo per la tutela dell’albero», seguito da un verbale che «attestava la salubrità dell’arbusto» e nel quale «veniva comunicato di sospendere ogni azione sull’albero stesso». Un controllo al quale erano presenti «i “custodi”, non formalmente proprietari dell’immobile e il loro legale».
Infine, il passaggio più critico della ricostruzione, che riguarda le modalità dell’intervento: «Purtroppo l’azione posta in essere lunedì 30 marzo di soppiatto e alle prime luci dell’alba, rivela un intendimento proteso a vanificare la procedura di monumentalità messa in campo dal Comune a tutela dell’albero». Una condotta di cui, conclude Pititto, «è stata data informazione a tutte le Autorità competenti per accertare eventuali responsabilità».
Il racconto dell’amministrazione si affida così alle carte e agli atti, ricostruendo una sequenza che, nelle intenzioni del Comune, avrebbe dovuto portare alla tutela formale dell’Araucaria e che invece si è interrotta con il taglio dell’albero.




