Il sottopasso di Vibo Marina, opera strategica progettata per unire in modo veloce il viale Stazione alla zona centrale della cittadina portuale, non sembra rispondere appieno a questa esigenza, come segnalato da diversi automobilisti. «Appena usciti dal sottopasso – fanno notare – c’è già un primo cartello di stop con obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra e da sinistra. Percorsi appena 40 metri, si incontra un incrocio con obbligo di fermarsi. Proseguendo e augurandosi di poter finalmente evitare altre fermate, un altro segnale di stop costringe a fermarsi di nuovo dopo appena 40 metri. E sono tre, ma ancora non è finita perché poco più avanti ci si imbatte in altri due segnali, ciascuno a distanza di 40 metri, con la scritta STOP».

Un continuo “stop and go” che finisce per innervosire gli utenti della strada, che segnalano tale incongruenza sottolineando come, per arrivare al corso principale, s’impiega un tempo sicuramente maggiore di quello che occorre per entrare in paese dal ponte sotto la ferrovia, anche in presenza di traffico. Caustico il commento di un altro automobilista: «Ogni volta che percorro quella strada, il mio sistema nervoso viene messo a dura prova. In un tratto, fra due incroci, vi è anche un sollevamento del manto stradale che costringe ad andare ancora più piano. Ma non sarebbe stato più logico fare un senso unico dal sottopasso al centro?».

E non va meglio a chi percorre il tragitto in senso inverso. Si notano automobili provenienti dal centro che vagano come smarrite in cerca dell’imbocco del sottopasso per poter uscire dal paese, quasi una caccia al tesoro. Forse saranno questi i motivi che favoriscono un sottoutilizzo dell’infrastruttura, il cui tempo di realizzazione ha attraversato l’arco di ben tre consiliature comunali.