L’autopsia eseguita a Catanzaro ha indicato in via preliminare la causa della morte del 26enne di Mirto Crosia. Fuori pericolo Giovanni e Maria, gli altri due giovani colpiti dal gommone che ha investito la loro barca
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Domenico Campana è morto a causa delle gravi ferite riportate al capo e al fianco. È questa l’indicazione emersa in via preliminare dall’esame autoptico eseguito a Catanzaro dalla dottoressa Isabella Aquila e dal dottor Domenico Matteo Sacco, i medici legali incaricati dal sostituto procuratore di Vibo Valentia Viviana Punzo, titolare dell’inchiesta sull’incidente nautico costato la vita al 26enne di Mirto Crosia.
La relazione definitiva sull’autopsia sarà depositata nelle prossime settimane. Alle operazioni peritali ha partecipato anche il dottor Raffaele Gangale, direttore dell’Unità operativa di Medicina legale dell’Asp di Catanzaro, consulente tecnico incaricato dalla famiglia Campana, assistita dall’avvocato Giovanni Castagnaro. L’indagato, difeso dall’avvocato Simone Romano, ha invece nominato come perito di parte il medico legale Katiuscia Bisogni.
Con il completamento dell’esame autoptico e la restituzione della salma alla famiglia, si attende ora la definizione della data dei funerali. Al momento, infatti, non è ancora stato stabilito quando saranno celebrate le esequie di Domenico Campana, che si terranno a Mirto Crosia.
Il giovane è rimasto vittima dell’incidente avvenuto nella serata di venerdì 14 agosto, le porto di Vibo Marina. Secondo quanto ricostruito, il gommone condotto da un professionista di 36 anni, nato e residente a Bologna, ha travolto la piccola imbarcazione sulla quale Domenico si trovava insieme ai suoi amici.
L’impatto ha interessato il fianco sinistro della barca, provocando lesioni gravissime al 26enne, che non è sopravvissuto. Domenico aveva trascorso con un gruppo di amici i tre giorni precedenti il Ferragosto.
Nel procedimento sono coinvolti come parti lese anche gli altri giovani rimasti feriti. Tra loro ci sono Giovanni e Maria, entrambi attualmente fuori pericolo.
Giovanni è ricoverato all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico dall’equipe del dottor Franco Zappia. Nel corso dell’operazione si è resa necessaria l’asportazione della milza. Le sue condizioni sono ora stabili e il giovane è fuori pericolo.
Maria è invece ricoverata a Catanzaro. Anche le sue condizioni sono in miglioramento e, secondo quanto riferito, anche lei è fuori pericolo.
I feriti sono assistiti dall’avvocato Giorgio Loccisano, che ha già preso contatti con la Procura e con la polizia giudiziaria impegnata negli accertamenti. Le indagini sono condotte anche dalla Capitaneria di porto di Vibo Valentia, agli ordini del comandante Guido Avallone.
L’inchiesta contesta al 36enne alla guida del gommone l’ipotesi di omicidio nautico. Gli ulteriori accertamenti dovranno contribuire a ricostruire la dinamica dell’impatto, le condizioni di navigazione e le condotte tenute dalle persone coinvolte, elementi sui quali la Procura dovrà fare luce nell’ambito dell’indagine.




