Una donna ignara nella cucina di casa sua, un uomo che si introduce furtivamente nell’abitazione arraffando quello che trova, poi le urla, la corsa dei figli e dei vicini e un inseguimento a piedi tra i vicoli del paese. È stato un episodio carico di tensione quello avvenuto nella frazione Santo Todaro di Nardodipace, piccolo centro montano del Vibonese, dove un furto in abitazione si è concluso con l’intervento decisivo di numerosi cittadini e con l’arresto di due uomini residenti nella Locride da parte dei carabinieri.

L’allarme è scattato mentre la proprietaria dell’abitazione, una donna di circa 50 anni, si trovava in cucina. Secondo quanto ricostruito da Il Vibonese, uno dei due uomini sarebbe riuscito a entrare in casa e avrebbe cominciato a rovistare nelle stanze, impossessandosi di monili e altri preziosi custoditi nella camera da letto.

Per alcuni istanti la donna non si sarebbe accorta di nulla. Poi, una volta resasi conto che uno sconosciuto si stava muovendo tra le stanze, ha cominciato a urlare terrorizzata.

Le grida hanno richiamato immediatamente l’attenzione dei familiari e delle persone presenti nella zona. Sul posto si sono precipitati i figli della donna e alcuni vicini, proprio mentre l’uomo cercava di guadagnare l’uscita e allontanarsi.

L’inseguimento tra i vicoli

A quel punto è iniziato un vero e proprio inseguimento a piedi tra i vicoli di Nardodipace. Il fuggitivo ha provato a seminare le persone che lo stavano rincorrendo, ma dopo una corsa tra le stradine del centro abitato si è infilato in un vicolo cieco, ritrovandosi senza più una via di fuga.

Raggiunto dai cittadini, avrebbe mostrato quanto aveva con sé e ammesso di averlo preso all’interno dell’abitazione. Le persone che lo avevano inseguito lo hanno quindi trattenuto in attesa dell’arrivo dei carabinieri, senza lasciarsi andare a reazioni violente.

Nel frattempo la segnalazione era già arrivata alla Centrale operativa della Compagnia carabinieri di Serra San Bruno, che ha fatto convergere sul posto i militari delle Stazioni di Nardodipace e Fabrizia.

L’ex maresciallo blocca il presunto complice

Ma mentre uno dei due uomini era ormai bloccato, a poca distanza si stava consumando un secondo tentativo di fuga. Un presunto complice avrebbe atteso l’uomo a bordo di un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze, pronto ad agevolarne l’allontanamento secondo un modus operandi che gli investigatori ritengono compatibile con un’azione concordata.

Quando ha capito che il piano era saltato, avrebbe tentato a sua volta di lasciare la zona. A notarlo è stato però un ex maresciallo dei carabinieri, originario di Nardodipace ma non residente stabilmente nel paese, dove torna frequentemente. L’ex militare avrebbe intuito quanto stava accadendo e, mettendosi con la propria auto sulla traiettoria dell’altra vettura, sarebbe riuscito a impedirne la fuga.

Nel giro di pochi minuti nella frazione si è riversata una parte consistente del paese. Tra le persone presenti anche il presidente del Consiglio comunale Piero Tassone e il sindaco Romano Loielo.

«Sono orgoglioso di come abbiano agito i miei concittadini – ha detto Loielo a Il Vibonese –. Sono intervenuti immediatamente in maniera assolutamente civile, senza lasciarsi andare a reazioni violente, ma limitandosi a impedire la fuga del ladro».

L’arrivo dei carabinieri

Poco dopo sono arrivati i carabinieri, che hanno preso in consegna i due uomini. Le perquisizioni effettuate nei confronti dell’uomo che si sarebbe introdotto nell’abitazione hanno consentito di recuperare i preziosi sottratti, per un valore complessivo di circa 200 euro.

Entrambi sono stati arrestati in flagranza con l’ipotesi di furto in abitazione in concorso.

Il sindaco ha sottolineato anche la rapidità dell’intervento dell’Arma: «Estremamente efficienti sono stati anche i carabinieri che sono intervenuti sul posto immediatamente arrestando l’uomo che si era introdotto in casa e il suo presunto complice».

Al termine delle operazioni, però, i due uomini sono stati immediatamente rimessi in libertà su disposizione dell’Autorità giudiziaria, tenuto conto del tenue valore della refurtiva recuperata.

Una circostanza che ha lasciato sconcertato il primo cittadino: «L’unica cosa che lascia l’amaro in bocca è che i presunti responsabili siano già stati già rimessi in libertà, perché quanto era stato rubato è stato considerato di scarso valore. Resta la paura di chi ha subito l’incursione e il disagio di chi, anche in un piccolo centro come Nardodipace dove tutti si conoscono, rischia di non sentirsi più sicuro a casa sua».