Dura denuncia di Pino Alviano che contesta il mancato consolidamento della strada dal punto di vista idrogeologico. Chiesta la sospensione dell’intervento e la convocazione di un tavolo di concertazione: «Così non si riducono i rischi»
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Nuova denuncia da parte del Comitato Pro Rotonda sulla situazione dell'ex Statale 522, oggi Strada provinciale 95, nel tratto che attraversa la zona di Punta Scrugli, Punta Safò e il bivio per Paradisoni, tra Trainiti e Briatico.
A intervenire è, ancora una volta, Pino Alviano, fondatore del Comitato Pro rotonda ex SS 522 ed esponente di Europa Verde, che esprime forte preoccupazione dopo aver constatato l'avvio di nuovi lavori di ripristino del manto stradale sulla carreggiata che, a suo avviso, non rispetterebbero i necessari criteri di sicurezza sul piano del rischio idrogeologico.
«Dopo anni di richieste, riunioni in Prefettura e in Provincia, dopo i sopralluoghi effettuati insieme alla Polizia Stradale, ai rappresentanti della Provincia, al sindaco, agli assessori e ai tecnici del Comune di Briatico, pensavamo che finalmente si fosse imboccata la strada giusta per risolvere definitivamente il problema», afferma Alviano. «Con grande stupore – prosegue – ho invece appreso che si sta procedendo all'ennesima asfaltatura di circa 700-800 metri di strada. Una soluzione che ci lascia perplessi perché non corrisponde a quanto era stato discusso nei tavoli istituzionali e con gli addetti ai lavori».
Secondo Alviano, il problema non può essere risolto con semplici interventi di rifacimento del manto stradale. «Da anni ripetiamo la stessa cosa, purtroppo senza essere ascoltati - incalza -. Su quel tratto sono già stati spesi milioni di euro di denaro pubblico per rifare l'asfalto decine di volte. Ma il problema resta, perché la strada insiste su un terreno argilloso e continua a essere interessata dallo scorrimento incontrollato delle acque. Il risultato è sempre lo stesso: il terreno si trasforma in melma, la carreggiata cede e continuerà a cedere».
Per il Comitato, dunque, è necessario intervenire alla radice del problema, attraverso opere strutturali di consolidamento. «Occorrono lavori di contenimento sotto la sede stradale che consentano di ancorare la strada ai terreni più stabili. Solo così si può pensare di mettere realmente in sicurezza questa arteria».
Da qui l'accusa alle istituzioni, e in particolare alla Provincia, di continuare a puntare su interventi temporanei che, secondo il Comitato, non risolvono il problema e non garantiscono la sicurezza degli automobilisti. «Non si può continuare a prendere in giro migliaia di cittadini e a mettere a rischio chi percorre quotidianamente questa strada - tuona Alviano -. Parliamo di un'arteria sulla quale si sono verificati incidenti anche gravi e che continua a rappresentare un pericolo per residenti e automobilisti».
Il Comitato ribadisce quindi la richiesta avanzata più volte negli ultimi anni: un progetto definitivo di messa in sicurezza dell'intera infrastruttura. «A nome di tutte le associazioni che da anni portano avanti questa battaglia chiediamo l'immediata sospensione dei lavori in corso e la convocazione di un incontro nelle sedi istituzionali competenti. Siamo pronti a illustrare ancora una volta le nostre proposte affinché si realizzi finalmente una viabilità sicura e duratura, evitando ulteriori sprechi di risorse pubbliche e, soprattutto, nuovi rischi per i cittadini». Una presa di posizione netta che riporta al centro dell'attenzione uno dei nodi più controversi della viabilità costiera vibonese, sul quale i comitati continuano a chiedere risposte definitive.




