La tempistica risicata, dal 23 dicembre al 2 gennaio, ha sollevato perplessità nel Pd ma anche tra gli imprenditori. Il Comune si difende: «Abbiamo voluto fare in fretta per dare risposte veloci ai cittadini e rientrare nell’esercizio 2025»
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La coda del 2025 ha lasciato a Limbadi un clima di malcontento su più fronti. Questa volta al centro della querelle c’è una determina pubblicata il 23 dicembre, alla vigilia di Natale, con la quale il Responsabile dell’Area Amministrativa del Comune, Giovanni Gurzì, ha dato avvio a un bando di concorso pubblico per esami per la copertura di un posto di Funzionario tecnico, a tempo pieno e indeterminato, da destinare all’Area tecnica – lavori pubblici, patrimonio ed edilizia privata-urbanistica.
Si tratta di una figura rientrante nell’Area dei Funzionari ad elevata qualificazione, con competenze considerate strategiche per il funzionamento dell’ente. Il termine per la presentazione delle candidature è stato fissato a 10 giorni dall’apertura, con scadenza il 2 gennaio 2026.
La nota del Pd
Il 26 dicembre, nonostante la giornata festiva, il circolo cittadino del Partito democratico, guidato dal segretario Antonino Taverniti, ha inviato una nota formale indirizzata al sindaco, al prefetto di Vibo Valentia, al segretario comunale e al presidente del Consiglio comunale, esprimendo preoccupazione per la ristrettezza dei tempi del bando.
Nella lettera si evidenzia come la coincidenza della finestra temporale con le festività natalizie rischiasse di limitare la partecipazione, comprimere il principio di pari opportunità e indebolire la necessaria trasparenza amministrativa, soprattutto in relazione a un ufficio ritenuto fondamentale per la pianificazione del territorio, l’edilizia privata e la realizzazione delle opere pubbliche.
Il circolo cittadino del Pd ha quindi chiesto formalmente all’Amministrazione di avvalersi dell’art. 9 dello stesso bando, disponendo il posticipo dei termini di almeno 15 giorni, richiesta che però non è stata accolta.
Le preoccupazioni dell’imprenditore Laquaniti
A esprimere preoccupazione è anche l’imprenditore Pantaleone Lacquaniti, che sottolinea il peso concreto dell’ufficio tecnico per il tessuto produttivo locale.
«È un bando troppo importante per Limbadi - afferma -. Non siamo un Comune molto grande, ma ci sono tante imprese e servono competenze per supportare le nostre esigenze. Il rischio è soffocare il territorio con tempi troppo lunghi e burocrazia eccessiva».
Una posizione corroborata dal racconto che Lacquaniti fa di alcune esperienze personali: «Poco tempo fa per una Scia ho dovuto attendere due mesi e per un’azienda è tantissimo. Per un permesso a costruire relativo a un capannone mi è stato detto che, a causa della questione Vas, legata alla pianificazione urbanistica, il rilascio non era possibile. Mi sono recato personalmente alla Cittadella regionale e lì mi hanno confermato che quell’obbligo per quel tipo di cantiere non sussisteva».
Secondo l’imprenditore, le imprese hanno bisogno di certezze e competenze, e chiede chiarezza sulle scelte dell’Amministrazione.
Per lo stesso posto, il Comune aveva già espletato una precedente procedura concorsuale, non andata a buon fine, nella quale erano stati concessi 30 giorni per la presentazione delle candidature. Da qui le domande sollevate dall’imprenditore: «Perché i termini del bando per lo stesso posto sono stati ridotti da 30 a 10 giorni? Perché non si è scelta la mobilità volontaria? Avrebbe potuto attrarre tecnici con competenze già consolidate, magari interessati ad avvicinarsi per motivi territoriali».
Imprese e tecnici del territorio lamentano una situazione difficile ormai da anni, segnata dall’avvicendarsi di diversi tecnici, alcuni dei quali con contratti part time, con conseguente riduzione dell’orario di apertura dell’Ufficio tecnico.
La replica dell’Amministrazione
Dal canto suo, il sindaco Pantaleone Mercuri difende la scelta dei tempi ridotti facendo riferimento alla necessità di rapidità: «La decisione nasce dall’esigenza di celerità. Ho vissuto cinque anni difficili come amministratore, tanto è stato dovuto alle vicissitudini dell’ufficio tecnico. Vorrei sistemare questa situazione prima della scadenza del mandato, ormai prossima».
Sulla stessa linea il segretario comunale, Giovanni Gurzì, responsabile del procedimento: «Abbiamo optato per la velocità per rientrare nella programmazione di bilancio precedente. Inoltre, non è detto che tempi più lunghi producano risultati migliori». Secondo il segretario, anche alla luce di esperienze pregresse, l’allungamento dei termini non avrebbe garantito automaticamente una maggiore partecipazione. Quindi, non resta che attendere gli esiti della procedura concorsuale.

