Vibo Valentia entra nella nuova geografia delle zone di frontiera per la gestione delle procedure accelerate sulle richieste di asilo da parte dei migranti. La provincia vibonese figura infatti tra i territori individuati dal nuovo decreto del ministero dell’Interno, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 agosto, mentre Vibo Marina compare anche tra i valichi di frontiera e il porto cittadino rientra tra gli scali interessati dal provvedimento. Un ampliamento che coinvolge dunque direttamente il Vibonese e che, sul piano nazionale, estende la nuova mappa a oltre cento località.

Il decreto, firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 21 luglio, integra quello del 5 agosto 2019 con nuove zone di frontiera o di transito nelle quali potranno essere applicate le procedure accelerate per l’esame delle domande di protezione internazionale, secondo quanto previsto dalla normativa europea e dal decreto Migranti approvato a giugno.

Vibo tra le province individuate per le procedure accelerate

Il dato che riguarda più direttamente il territorio è contenuto nell’Allegato A del provvedimento. Vibo Valentia viene inserita tra le province nelle quali sono stati individuati centri per l’espletamento delle procedure accelerate di frontiera, insieme, per quanto riguarda la Calabria, a Reggio Calabria. Il testo non indica però nel dettaglio né la struttura né il Comune della provincia vibonese in cui tali attività dovranno essere svolte.

Si tratta di una novità rispetto alla precedente disciplina. Nel decreto ministeriale del 2019, infatti, tra le zone di frontiera o di transito calabresi comparivano soltanto le province di Crotone e Cosenza. Il provvedimento del 2026 amplia quindi sensibilmente il perimetro, includendo espressamente anche il territorio vibonese tra quelli nei quali potranno essere gestite le procedure accelerate.

Vibo Marina tra porto e valico di frontiera

Il coinvolgimento del Vibonese non si limita alla provincia. Il nuovo decreto stabilisce infatti che le zone di frontiera o di transito siano integrate anche con i valichi di frontiera previsti dal Codice Schengen e con i porti ricompresi nelle Autorità di sistema portuale.

Nella mappa dei valichi figura espressamente Vibo Valentia Marina, insieme alle altre località calabresi di Corigliano Calabro, Crotone, Gioia Tauro, Lamezia Terme e Reggio Calabria. Sul fronte degli scali portuali, invece, sono interessati in Calabria i porti di Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro, Taureana di Palmi e Vibo Valentia, oltre agli scali di Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Saline.

In questi territori le procedure accelerate potranno essere espletate nei luoghi appositamente deputati, mentre ulteriori centri potranno operare nelle province indicate dall’Allegato A. Non si tratta dunque semplicemente di una nuova classificazione geografica: il decreto ridisegna concretamente la rete nella quale potranno essere trattate con il regime accelerato determinate domande di protezione internazionale.

A completare il nuovo sistema è inoltre l’istituzione, fino al 14 ottobre 2027, di 19 nuove sezioni territoriali delle commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale. In Calabria il provvedimento prevede una nuova sezione a Crotone, mentre per il Vibonese il decreto non istituisce una specifica nuova sezione territoriale.

Per Vibo Valentia, dunque, la novità è soprattutto territoriale e operativa: la provincia entra tra quelle individuate per i centri destinati alle procedure accelerate, mentre Vibo Marina assume rilievo sia come valico sia come porto ricompreso nella nuova geografia delle zone di frontiera delineata dal Viminale.