Il primo cittadino innesca un durissimo scontro istituzionale puntando il dito contro l’impossibilità di applicare una sua ordinanza relativa all’abbattimento delle piante considerate a rischio
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Il sindaco di Nardodipace, Romano Loielo, segnala numerosi cedimenti di alberi lungo le strade che conducono al centro montano a causa del maltempo, ma lo fa in forte polemica con il Nucleo Carabinieri Forestali di Fabrizia e di Serra San Bruno, che, a suo dire, avrebbero «bloccato l’intervento di realizzazione della fascia di sicurezza di tutte le strade pubbliche del territorio comunale». Decisione, sottolinea, «che avevo assunto con apposita ordinanza sindacale, e dunque nella duplice veste di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza e di Autorità Locale di Protezione Civile, al fine non solo di scongiurare pericoli concreti e attuali per la sicurezza pubblica e per la pubblica incolumità, ma anche in osservanza dell’art. 16 del codice della strada che impone, tra l’altro, il divieto di piantumazione di alberi nell’arco minimo di sei metri dai margini delle strade per ovvie ragioni di sicurezza del traffico veicolare». Uno scontro istituzionale inedito nel suo genere che il primo cittadino di Nardodipace innesca senza remore. «A causa delle cattive condizioni metereologiche - spiega in una nota - si sono manifestati numerosi crolli di piante di grandi dimensioni, soprattutto di pino, rimaste non tagliate ai margini delle sedi stradali del territorio a seguito di quell’assurdo intervento dei Forestali, creando un gravissimo pericolo per gli automobilisti che, in più di un caso, hanno rischiato di essere colpiti dagli alberi crollati sulla sede stradale proprio nel momento in cui alcuni veicoli si trovavano di passaggio. Si è registrata l’interruzione del transito veicolare su più punti delle strade pubbliche del territorio a causa, appunto, del crollo di diversi alberi, con conseguenti gravi disagi per i cittadini e, soprattutto, elevato pericolo per la loro incolumità». Il sindaco rimarca che ha provveduto «a informare, quotidianamente, l’Autorità giudiziaria di quanto accaduto, compresa l’assoluta assenza di sostanziale intervento, sia di vigilanza preventiva sulle strade che a seguito del crollo degli alberi, da parte di quegli stessi militari forestali che all’epoca sono tempestivamente intervenuti, invece, dopo pochi giorni dall’avvio dei lavori, per bloccare un intervento legittimamente assunto da una legittima Autorità per la legittima tutela e salvaguardia della sicurezza pubblica».
«L’auspicio – conclude - è che non accada mai una disgrazia sulle nostre strade provocata dal crollo delle numerose piante instabili ancora presenti ai margini delle carreggiate che avremmo potuto, invece, benissimo evitare, ma, nella malaugurata ipotesi che ciò dovesse verificarsi, credo che qualcuno dovrebbe assumersene quanto meno la piena responsabilità morale e quel qualcuno, certamente, non sarò io».

