Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha rigettato i ricorsi presentati da Giovanni Alessandro Nesci, Bruno Lazzaro e Nicola Ciconte, tratti in arresto nel corso dell’operazione Conflitto, lo scorso 15 aprile, con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Filippo Ceravolo e al tentato omicidio di Domenico Tassone.

Secondo la ricostruzione della Dda di Catanzaro Bruno Lazzaro e Nicola Ciconte sono accusati di essere i fiancheggiatori dei killer: avrebbero effettuato il sopralluogo per accertarsi che Tassone si trovasse a Vazzano, lasciato i killer sul luogo del delitto, dopo essersi posizionati in un luogo strategico di osservazione avrebbero suonato tre volte il clacson per avvisare i killer dell’arrivo dell’auto di Tassone e, infine, avrebbero recuperato il commando per dileguarsi lungo una strada secondaria.
Alessandro Giovanni Nesci è accusato di aver premuto il grilletto di un fucile calibro 12 contro l’auto di Domenico Tassone, vero bersaglio dell’agguato nel quale ha perso la vita il 19enne Filippo Ceravolo.

Restano in carcere, dunque, i presunti partecipanti all’agguato.
Per questo delitto sono indagati anche Rinaldo Loielo, classe ’91, considerato elemento di vertice dei Loielo, accusato di essere il mandante e pianificatore del delitto (tratto in arresto per associazione mafiosa e altri reati ma non per il delitto Ceravolo) e Pasquale De Masi, rimasto a piede libero, accusato di aver anche lui aperto il fuoco contro l’auto di Tassone.

L’omicidio di Filippo Ceravolo si inserisce nell’ambito della faida tra le cosche Loielo ed Emanuele attive nelle Preserre vibonesi.

L’agguato ordito dalla cosca Loielo che doveva colpire Domenico Tassone (anche lui tratto in arresto con l’accusa di associazione mafiosa), braccio armato del clan rivale degli Emanuele ha invece raggiunto il 19enne Filippo “reo” di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato nella sera del 25 ottobre 2012. Si trovava in macchina col bersaglio del commando avendo avuto la ventura di viaggiare con lui dopo aver trascorso una serata fuori con la propria fidanzata. Intorno alle 22:58, mentre l’auto di Tassone raggiungeva l’edicola votiva di Vazzano, lungo una curva a gomito poco illuminata, i killer sono sbucati dal buio e hanno cominciato a crivellare di colpi la vettura. Tassone si è lanciato fuori dall’abitacolo mentre Filippo è stato colpito mortalmente al collo e al volto.

Alessandro Giovanni Nesci è difeso dagli avvocati Vincenzo Cicino e Salvatore Staiano, Bruno Lazzaro è difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Aldo Currà e Nicola Ciconte è difeso dall’avvocato Antonio Larussa.