In cinque scelgono il rito abbreviato e vengono ammessi dal giudice, in due chiedono di essere ammessi all’istituto penale della “messa alla prova”. Questo l’esito dell’udienza preliminare dinanzi al gup del Tribunale di Vibo Valentia, Luca Bertola, nell’ambito del procedimento penale nei confronti di sette indagati che avrebbero aiutato Pasquale Megna (attuale collaboratore di giustizia di Nicotera) ad eludere le indagini dopo l’omicidio di Giuseppe Muzzupappa. Un fatto di sangue avvenuto a Nicotera Marina il 26 novembre del 2022 e per il quale la Procura di Vibo Valentia - attraverso la conclusione indagini prima e la richiesta di rinvio a giudizio dopo - ipotizza il reato di favoreggiamento personale. Hanno chiesto di essere giudicati con rito alternativo e sono stati ammessi ad un processo attraverso il rito abbreviato i seguenti imputati: Francesco Congiusti, 47 anni, di Nicotera Marina; Fortunato Gurzì, 25 anni, di Nicotera Marina; Pantaleone Lentini, 37 anni, di Comerconi; Costantino Panetta, 42 anni, di Vibo Valentia; Gennaro Borzì, 38 anni, di Spilinga. Il processo con rito abbreviato – che prevede “porte chiuse” ed un giudizio allo stato degli atti con sconto di pena di un terzo in caso di condanna – avrà inizio l’1 luglio prossimo. Angelo Carrieri, 28 anni, di Nicotera Marina, e Emanuele Carrieri, 22 anni, anche lui di Nicotera Marina, hanno invece chiesto al giudice di essere ammessi alla “messa in prova”, istituto penale che sospende il processo per i con reati con pena edittale sino a 4 anni, sostituendo la pena con lavori di pubblica utilità, risarcimento danno e condotte riparatorie. Se l'esito è positivo, il reato si estingue e la fedina penale resta pulita. Su tale richiesta il giudice deciderà nella prossima udienza. 

Le contestazioni

In particolare, Francesco Congiusti è accusato di aver rimosso l’impianto di videosorveglianza del bar Planet di Nicotera Marina all’interno del quale Pasquale Megna ha freddato a colpi di pistola il 38enne Giuseppe Muzzupappa. Il tutto al fine di sottrarre la possibile acquisizione delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza e poter così aiutare Pasquale Megna – che nel frattempo si era reso irreperibile – ad eludere le indagini delle forze dell’ordine. Emanuele Carrieri e Fortunato Gurzì sono invece chiamati a rispondere in ordine all’aiuto prestato a Pasquale Megna per eludere le investigazioni rendendo dichiarazioni che per la Procura di Vibo non corrispondono a verità. Nello specifico Fortunato Gurzì, dopo l’omicidio, escusso in qualità di persona informata dei fatti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia, avrebbe dichiarato dapprima di non essere stato presente nel bar Planet e, successivamente, di essere uscito dal bagno ed essere scappato dalla porta del retro del locale dopo aver udito dei colpi d’arma da fuoco e senza assistere quindi all’omicidio.
Emanuele Carrieri, dal canto suo, il 9 dicembre 2022 ha invece dichiarato ai carabinieri di non essere stato presente nel bar Planet nella serata in cui era stato consumato l’omicidio. Angelo Carrieri, dopo l’omicidio, si sarebbe invece posto alla guida dell’auto di Pasquale Megna accompagnandolo a nascondersi in un’abitazione di località Monte Poro. Sentito dai carabinieri, in qualità di persona informata dei fatti, avrebbe dichiarato di essersi trovato in una sala del bar diversa (segnatamente la stanza delle slot machine) rispetto a quella dove è avvenuto l’omicidio e, uditi gli spari, si sarebbe allontanato uscendo dalla porta posta sul retro del locale. Avrebbe inoltre dichiarato che Pasquale Megna “non era presente all’interno del bar”. Pantaleone Lentini e Gennaro Borzì sono poi accusati di aver fornito ospitalità a Pasquale Megna nelle rispettive abitazioni, tra il 26 e il 27 novembre 2022, aiutandolo negli spostamenti successivi. Costantino Panetta è infine accusato del reato di favoreggiamento in quanto avrebbe ospitato a Vibo Valentia Pasquale Megna in un appartamento sito in via Giovanni Falcone. Il tutto nell’arco temporale ricompreso tra il 27 novembre 2022 e il 9 gennaio 2023 quando Pasquale Megna è stato arrestato dai carabinieri nel quartiere Feudotto di Vibo. Da ricordare che Pasquale Megna – intraneo insieme alla sua famiglia al clan Mancuso – ha deciso di collaborare con la giustizia (Dda di Catanzaro) dal febbraio del 2023.

I difensori

Francesco Congiusti è assistito dall’avvocato Maurizio Prestia, Costantino Panetta dall’avvocato Francesco Capria, Emanuele e Angelo Carrieri dall’avvocato Paolo Villelli, Fortunato Gurzì dall’avvocato Francesco Pagano, Gennaro Borzì dall’avvocato Sabatino Falduto, Pantaleone Lentini dall’avvocato Francesco Schimio.