Sono confluite anche recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia di Vibo Valentia, Bartolomeo Arena, nell’operazione antimafia denominata “Aquarium” della Dda di Catanzaro contro il clan Maiolo di Acquaro. Interrogatori in cui il collaboratore di giustizia ha fatto esplicito riferimento alle province di Teramo e Pescara quali zone dove i Maiolo di Acquaro avevano esteso i propri interessi criminali, in particolare quello inerente al traffico di stupefacenti. Nello specifico Bartolomeo Arena ha dichiarato che i “fratelli Angelo e Francesco Maiolo sono figli di persone uccise negli anni ‘90 e già appartenenti alla locale criminalità organizzata. Sono molto legati alla famiglia di ‘ndrangheta dei Pelle di San Luca, detti Gambazza”. Bartolomeo Arena aggiunge quindi che Angelo Maiolo è stato per un periodo di tempo detenuto nello stesso carcere insieme a Francesco Antonio Pardea, uno dei vertici (insieme allo stesso Arena) dell’omonimo clan di Vibo Valentia separatosi dalla cosca Lo Bianco-Barba. “So che i Maiolo – ha fatto mettere a verbale Bartolomeo Arena – hanno interessi criminali in provincia di Teramo, dove portano avanti traffici di sostanze stupefacenti. In particolare, sono proprio Angelo e Francesco Maiolo ad avere il comando ‘ndranghetistico della zona di Acquaro, sicuramente dall'epoca dell'eliminazione di Pino e Vincenzo Loielo e fino all'epoca della mia collaborazione con la giustizia”. Il riferimento è al duplice omicidio dei fratelli Giuseppe e Vincenzo Loielo, reggenti dell’omonimo clan di Gerocarne e “braccio-armato” del “locale” di ‘ndrangheta di Ariola, uccisi in un agguato mafioso nei pressi dell’acquedotto di Gerocarne (delitto per il quale stanno scontando l’ergastolo Bruno Emanuele e il suo braccio-destro Vincenzo Bartone). Il collaboratore di giustizia precisa ancora che “gli interessi fuori regione dei Maiolo riguardano principalmente la zona di Montesilvano e le zone limitrofe a cavallo delle province di Teramo e Pescara. So che i Maiolo sono inseriti nel tessuto criminale di quelle zone ed hanno affari in relazione al traffico di sostanze stupefacenti, attività che viene occultata dal paravento di un'azienda che si occupa della commercializzazione di prodotti tipici calabresi e che per quanto ne so opererebbe, almeno formalmente, in quell'area geografica”.

I Maiolo e il presunto legame con Galiano

Sempre il collaboratore Arena ha inoltre riferito un altro particolare che la Dda di Catanzaro ritiene “di assoluta rilevanza investigativa riconducibile alla persona di Giorgio Galiano”, 51 anni, di Vibo Valentia, coinvolto nell’operazione della Dda di Catanzaro denominata Habanero scattata il 21 giugno 2024. In questo caso Giorgio Galiano – di recente condannato in Cassazione a 3 anni e 4 mesi per il tentativo di riciclaggio nella banca di San Marino dei narco-proventi del genero Vincenzo Barbieri – risponde per il reato di associazione mafiosa e la Dda di Catanzaro ha già chiesto nei suoi confronti la condanna a 16 anni di reclusione. Bartolomeo Arena ha indicato Giorgio Galiano quale “trafficante di droga molto vicino ad Angelo Maiolo dal quale aveva ricevuto il rimpiazzo” durante una pregressa e condivisa carcerazione presso il penitenziario di Lanciano. “E’ stato Francesco Antonio Pardea – ha messo a verbale il collaboratore – a dirmi che erano stato i Maiolo in carcere a rimpiazzare un nostro paesano di nome Giorgio Galiano, ex genero del defunto Vincenzo Barbieri di San Calogero. Preciso che del rimpiazzo di Galiano giunse comunque notizia della "novità" attraverso i canali informativi dell’organizzazione. Nel corso della sua detenzione è stato rimpiazzato dai Maiolo nella consorteria di questi ultimi, ma non so quale dote gli sia stata conferita nell’occasione. Preciso che da ragazzo – ha aggiunto Bartolomeo Arena – questo Giorgio Galiano faceva parte del gruppo dei giovani che come me "camminavano " con Totò Mazzeo, salvo poi avvicinarsi a Vincenzo Barbieri e quindi frequentare altri soggetti come Topia, Paolì, Franzè e altri. Aggiungo che anche se era di Vibo, attraverso il rimpiazzo è entrato a far parte del sodalizio dei Maiolo, quindi in quel momento rispondeva alla 'ndrina di Maiolo operante su Acquaro. Conosco Giorgio Galiano da quando eravamo ragazzi e so che quando era molto giovane faceva rapine con il gruppo di Benito Fortuna, ossia colui che aveva iniziato un percorso collaborativo e poi è stato trovato impiccato in carcere”.
Dichiarazioni simili sui legami Galiano e clan Maiolo ha tra l’altro rilasciato nell’inchiesta Habanero anche il collaboratore di giustizia Raffaele Moscato (ex killer del clan dei Piscopisani). Operazioni che si legano a vicenda – Aquarium e Habanero – e che mirano a far luce sugli affari criminali del clan Maiolo di Acquaro. Da precisare che il vibonese Giorgio Galiano – ex genero del broker della cocaina Vincenzo Barbieri (ucciso nel marzo 2011 a San Calogero) – ha scontato una condanna definitiva quale vertice di un’organizzazione di narcotrafficanti (operazione “Meta 2010”) che avrebbe importato in Europa dal Sud Amarica ingenti quantitativi di cocaina fatta sbarcare nei porti di Gioia Tauro e Livorno.