Resta in stato di libertà Giuseppina Costa, 49 anni, di Zaccanopoli (compagna di Francesco La Rosa, alias “U Bimbu”, uno dei vertici dell’omonimo clan di Tropea), coinvolta nell’operazione antimafia denominata Call Me. Il Tribunale del Riesame, pronunciandosi dopo un annullamento con rinvio della Cassazione, ha infatti confermato la precedente decisione in ordine all’assenza di gravità indiziaria sulla misura cautelare. Giuseppina Costa è difesa dagli avvocati Sandro D’Agostino e Caterina Varone.

Di recente è stata rinviata a giudizio dal gup distrettuale e il processo nei suoi confronti si aprirà il 20 maggio prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. E’ chiamata a rispondere dei reati di associazione mafiosa (clan La Rosa), accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, estorsione aggravata dal metodo mafioso. In particolare, Giuseppina Costa è accusata di aver risposto alle assidue telefonate di Michele Bruzzese (altro indagato, cognato di Francesco La Rosa) “nella consapevolezza dell’illiceità della condotta altrui, anche determinando e rafforzando – secondo la Dda – il proposito criminoso di Bruzzese”. Il reato per Bruzzese e la Costa – contestato per un arco temporale che va dal 4 maggio al 22 luglio 2023 – è aggravato dalle finalità mafiose (agevolazione delle attività criminali del clan La Rosa), aggravante esclusa dal Riesame in sede cautelare.