Dopo le dure contestazioni del sindaco di Tropea Giovanni Macrì, arriva la replica della Muraca Srl, società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti e spazzamento nella città tirrenica. L’azienda respinge la ricostruzione dell’Amministrazione comunale e, in particolare, il giudizio espresso sulla propria affidabilità dopo quanto accaduto il 30 settembre, quando l’assenza degli addetti allo spazzamento aveva costretto il Comune a impiegare propri operai per garantire la pulizia della città.

«In riferimento alle dichiarazioni del Sindaco di Tropea Giovanni Macrì, Muraca S.r.l. ritiene necessario ristabilire alcuni elementi di verità e respingere giudizi che vanno ben oltre la legittima contestazione di un singolo episodio, arrivando a mettere in discussione l’affidabilità e la professionalità dell’azienda», esordisce la società nella propria replica.

Muraca rivendica quindi il lavoro svolto negli ultimi anni: «Muraca ha garantito per oltre tre anni un servizio particolarmente complesso in una città come Tropea, caratterizzata soprattutto nei mesi estivi da una fortissima pressione turistica. In oltre tre anni di servizio non risulta all’azienda una contestazione tale da mettere complessivamente in discussione la propria affidabilità. Per questo sorprende che oggi tutte le criticità dell’appalto sembrino improvvisamente concentrarsi nella giornata del 30 settembre e che da un singolo episodio si pretenda di ricavare un giudizio su oltre tre anni di lavoro».

La società richiama quindi la proroga tecnica del servizio fino al 2 dicembre 2026, salvo subentro anticipato del nuovo gestore: «Da una parte si descrive pubblicamente Muraca come un’impresa inaffidabile, responsabile di disservizi e carenze; dall’altra, si pretende che sia ancora la stessa Muraca a garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale per la città».

Il caso del 30 settembre

Sul disservizio che ha innescato lo scontro con il Comune, Muraca fornisce la propria ricostruzione: «Quanto accaduto il 30 settembre è stato determinato dalla concomitante indisponibilità di cinque addetti allo spazzamento per motivi di salute e dall’interruzione del turno da parte di altri tre lavoratori addetti alla raccolta».

L’azienda sostiene di avere già formalmente comunicato al Comune quanto avvenuto e precisa che «il servizio di spazzamento è stato recuperato nella giornata successiva».

«Un episodio contingente può essere contestato e verificato, come è giusto che sia. Non può però diventare il pretesto per riscrivere retroattivamente la storia dell’intero appalto».

«Non si cancella il lavoro di un’intera estate»

Muraca contesta anche la rappresentazione del servizio svolto durante la stagione estiva. «Non corrisponde alla realtà neppure la rappresentazione secondo cui durante l’estate il servizio sarebbe stato sostanzialmente garantito dagli operai comunali e dai volontari».

Secondo la società, «Muraca ha continuato a svolgere le attività previste dal contratto attraverso i propri lavoratori, i propri mezzi e la propria organizzazione».

«Il contributo eventualmente fornito dal personale comunale o dai volontari merita rispetto, ma non può essere utilizzato per cancellare il lavoro svolto quotidianamente dagli operatori dell’azienda. Se il Comune dispone di dati che dimostrano il contrario, li produca. Muraca produrrà i propri».

Penali e raccolta porta a porta

«Muraca non si sottrae ad alcuna verifica. Ogni contestazione verrà esaminata e, ove necessario, contestata sulla base del Capitolato e degli atti del servizio».

L’azienda sostiene che il Capitolato speciale d’appalto disciplini espressamente la mancata effettuazione di un servizio giornaliero, prevedendo una specifica penale, e contesta «il criterio con il quale il Comune intende moltiplicare la sanzione per le singole vie».

Anche sul porta a porta Muraca afferma che «secondo gli atti dell’azienda, il personale ha effettuato il giro previsto dall’ordine di servizio per umido e vetro».

«Le penali si applicano sulla base del contratto, non sulla base dei titoli dei comunicati stampa».

La questione degli stipendi

La replica affronta poi il passaggio relativo alle retribuzioni dei lavoratori. «Ancora maggiore responsabilità è necessaria quando si parla delle retribuzioni dei lavoratori. Muraca è pronta a documentare nelle sedi opportune la situazione dei rapporti con il personale e quella economico-finanziaria dell’appalto».

«Su questioni che riguardano lavoratori e famiglie non servono generalizzazioni: servono date, numeri e documenti».

«Se il Comune presenterà il conto, Muraca presenterà il proprio»

«Il Comune faccia tutte le verifiche che ritiene necessarie. Muraca farà altrettanto».

«Saranno messi sul tavolo i servizi effettivamente svolti, gli ordini di servizio, le contestazioni, le controdeduzioni, le comunicazioni intercorse tra le parti e tutti gli elementi che hanno caratterizzato oltre tre anni di rapporto contrattuale. Perché un appalto pubblico non si giudica scegliendo un giorno e cancellando tutti gli altri».

Infine Muraca respinge anche l’invito rivolto dal sindaco alle altre amministrazioni a valutare l’affidabilità della società sulla base dell’esperienza tropeana.

«L’affidabilità di un’impresa che opera in numerosi Comuni si valuta attraverso la sua storia, i servizi svolti, i risultati e gli atti ufficiali. Non attraverso dichiarazioni unilaterali».

La chiusura della replica è netta: «Non intendiamo alimentare polemiche. Ma non consentiremo che quanto accaduto in una singola giornata venga utilizzato per riscrivere oltre tre anni di servizio. Se ci sono inadempimenti, vengano dimostrati. Se ci sono penali, vengano applicate secondo contratto. Se ci sono conti da fare, si facciano tutti e fino in fondo. Muraca è pronta. Atti alla mano».