Il Tribunale di Catanzaro (Ufficio Misure di Prevenzione) ha rigettato le proposte di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, nei confronti di Filippo Arcella, 46 anni (difeso dall’avvocato Giosuè Monardo) e Onofrio Arcella, 39 anni, entrambi di Sant’Onofrio (assistito dagli avvocati Monardo e Sergio Rotundo). Per Filippo Arcella la proposta della Questura di Vibo si fondava su plurimi precedenti di polizia per porto illegale di armi, furto di energia elettrica, introduzione di animali in fondi altrui, oltre a risalenti condanne definitive per insolvenza fraudolenta, tentato furto, minaccia, ricettazione e porto illecito di armi. Per il Tribunale – in accoglimento dei rilievi difensivi – manca però il requisito dell’attualità della pericolosità sociale (risalendo i precedenti al 2021), accertamento necessario poiché “la pericolosità va colta nelle sue manifestazioni esteriori e, ai fini dell’applicazione della misura, deve essere attuale”, non bastando neanche gli incontri con pregiudicati risalenti al 2024 e “non idonei a destare allarme sociale”. Discorso simile anche per Onofrio Arcella, che annovera precedenti di polizia per armi, danneggiamento, evasione ed estorsione, oltre che frequentazioni con elementi del clan Cracolici di Filogaso e Maierato (frequentazioni per i giudici non circostanziate temporalmente). I difensori hanno fatto presente al Tribunale che, in questo caso, per i due danneggiamenti aggravati dal metodo mafioso, Onofrio Arcella ha incassato sentenza di prescrizione nel processo nato dall’operazione Rinascita Scott (con esclusione dell’aggravante mafiosa), mentre altra condanna per porto illegale di armi risale al 2008. Da qui il rigetto della misura proposta per Onofrio Arcella.