Lo scandalo è cresciuto settimana dopo settimana, fino a prendere corpo alla fine di giugno. Cose dette sottovoce, sussurrate nei corridoi del Comune con tutta la circospezione che una vicenda così delicata impone. Alla fine, però, il caso è deflagrato con le dimissioni di Gianpiero Menniti, portavoce del sindaco di Vibo Enzo Romeo. Secondo quanto trapela, sarebbe stato lo stesso primo cittadino a spingere perché Menniti lasciasse l’incarico assunto nel marzo 2025.

La contestata nomina del marzo 2025

Una nomina, quella di Menniti, per la quale Romeo aveva già dovuto affrontare gli strali delle opposizioni e il dissenso di una parte dell’opinione pubblica, soprattutto a causa di un bando che era apparso cucito su misura per lui: tre lauree - una in Comunicazione e due in Beni culturali -, un’ultradecennale esperienza come dirigente d’azienda e anche l’iscrizione all’Albo dei giornalisti in qualità di pubblicista. Un avviso pubblico travolto dalle critiche e che, alla fine di marzo 2025, lasciò spazio alla nomina diretta da parte del primo cittadino, con buona pace di una procedura che aveva mostrato più di una falla.
Dunque, nomina fu, nonostante la presa di distanza del maggiore partito della coalizione, il Pd, di cui anche il sindaco è uno dei maggiorenti.

Le dimissioni e gli interrogativi

Alla base della decisione di fare un passo indietro ci sarebbe una vicenda che riguarda la sfera privata di Menniti ma che potrebbe avere anche risvolti penali. Impossibile, allo stato, addentrarsi nel merito e trasformare in notizia quelle che restano indiscrezioni e voci di corridoio, prive al momento di elementi sufficienti per essere ricostruite nei dettagli.
Resta però il dato di cronaca: il portavoce e segretario particolare del sindaco di Vibo lascia il suo incarico. E sul tavolo rimangono diversi interrogativi.

Il lungo post pubblicato sui social

In questo quadro fumoso si inserisce anche un lungo post pubblicato sui social dallo stesso Menniti due giorni fa. Un intervento dal linguaggio spesso criptico, nel quale racconta alcuni aspetti del proprio passato: «Molti anni fa venni incuriosito dalle pratiche provenienti dal mondo del "bdsm", lo attraversai conducendo interviste mediante i social, intercettando figure appartenenti alle due sfere, nel mio caso delle "padrone" e dei loro "slave"». Parole che contribuiscono ad alimentare l’attenzione attorno a una vicenda che, almeno sul piano politico e giudiziario, appare appena all’inizio.