Previsti controlli più stringenti che estendono le verifiche antimafia anche al di sotto delle soglie previste dalla normativa vigente. Il prefetto Colosimo: «Così preveniamo le infiltrazioni mafiose»
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Un protocollo d'intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nei Comuni del Vibonese. Sono 34 quelli che, ieri in Prefettura, hanno sottoscritto l’accordo finalizzato a rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il protocollo, come spiega l’Ufficio territoriale del governo, introduce «un sistema articolato di controlli più stringenti nel settore degli appalti pubblici, estendendo le verifiche antimafia anche al di sotto delle soglie previste dalla normativa vigente». Tra i punti qualificanti vi è «l'introduzione di specifiche clausole nei bandi e nei contratti, che prevedono la risoluzione automatica dei rapporti in caso di tentativi di infiltrazione mafiosa o gravi reati contro la pubblica amministrazione, oltre all'obbligo per le imprese di segnalare eventuali pressioni o tentativi di condizionamento».
Con la sottoscrizione del Protocollo, avvenuta ieri alla presenza del prefetto Anna Aurora Colosimo e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che aveva poco prima ricevuto gli imprenditori vibonesi oggetto delle recenti intimidazioni, i comuni si impegnano a «chiedere la comunicazione antimafia per le imprese private, sottoposte a regime autorizzatorio che possono essere intraprese su segnalazione certificata di inizio attività (Scia) da parte del privato, privilegiando le nuove aperture, i subingressi o le variazioni».
Viene inoltre istituito un Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera, con il coinvolgimento delle istituzioni competenti e delle parti sociali, finalizzato a garantire la massima trasparenza nelle assunzioni e nelle condizioni di lavoro.
La sottoscrizione del Protocollo rappresenta «una misura fondamentale per rafforzare la legalità sul territorio, prevenire fenomeni di infiltrazione e garantire il rispetto delle regole in ogni fase delle procedure pubbliche».
Per il prefetto Colosimo l’obiettivo resta «intervenire per dare un grosso supporto all'attività di prevenzione, perché è necessario che chi vuol fare impresa, chi vuole operare nella legalità, lo faccia veramente fino in fondo, resista e, soprattutto, dica un “no” netto ai tentativi di infiltrare le aziende, perché anche quello è un modo per non far ritornare il territorio su posizioni negative».
Il focus è dunque centrato su «chi fa impresa che deve resistere ai tentativi della ‘ndrangheta di entrare nei propri affari. Attraverso questo protocollo stipulato con i sindaci, diamo una risposta importante e, estendendo i controlli a soglie più basse, invitiamo i Comuni di chiederci la verifica antimafia su lavori anche piccoli, al di sotto della soglia prevista. Gli enti che sottoscrivono questo protocollo si sottoporranno a questa verifica preventiva che sicuramente ci darà un'ampia fetta di controllo anche sulle imprese, sui lavori e sulle forniture che avverranno nel nostro territorio».



