A Tropea c’è una città che brilla e un’altra che resta invisibile. Da un lato il centro storico, acceso da luminarie e luci scenografiche; dall’altro interi quartieri che continuano a vivere nell’oscurità, non per un guasto improvviso ma per una mancanza di risposte che si protrae da settimane, in alcuni casi da mesi, nonostante le ripetute segnalazioni dei cittadini. 

A riportare all’attenzione pubblica una situazione definita ormai insostenibile è Antonio Piserà, già consigliere comunale di Tropea, che ha inviato una PEC ai Commissari straordinari del Comune, al responsabile dell’Ufficio tecnico e al comandante della Polizia municipale. Alla comunicazione sono state allegate fotografie e un dettagliato elenco delle criticità segnalate dai residenti.

Il quadro che emerge è chiaro: 74 punti luce non funzionanti e 4 pali dell’illuminazione danneggiati, per un totale di 78 criticità distribuite sull’intero territorio comunale.

Segnalazioni senza risposte

«Il dato più grave – sottolinea Piserà – non è solo il numero dei punti luce spenti, ma il fatto che i cittadini segnalano da tempo senza ottenere alcun riscontro. Telefonate, messaggi, richieste informali e segnalazioni dirette restano sospese, mentre il buio diventa la normalità».

Una situazione che incide sulla vita quotidiana: residenti costretti a rientrare a casa con le torce dei cellulari, anziani che evitano di uscire dopo il tramonto, famiglie che denunciano da mesi l’assenza di interventi. Tutto questo mentre l’immagine della città punta su una vetrina luminosa capace di attrarre visitatori e fotografie.
«Nessuno mette in discussione il valore delle luminarie – chiarisce Piserà – ma non è accettabile che mentre il centro risplende, intere zone della città vengano lasciate al buio, come se le segnalazioni dei cittadini valessero meno dell’effetto scenografico».

Le zone più colpite

Le segnalazioni raccolte riguardano numerose aree della città, tra cui: Zona Carmine, una delle principali vie di accesso a Tropea da nord, con otto punti luce non funzionanti da quasi un mese; Via Rocca, nei pressi dell’Hotel Rocca Nettuno, praticamente al buio da oltre un mese; Lungomare pedonale, con 12 punti luce non funzionanti, alcuni dal mese di agosto, e un lampione completamente mancante, nonostante la presenza di attività e il continuo passaggio di residenti e turisti; Scalinata del Corallone, percorso molto utilizzato per raggiungere il lungomare e il Santuario dell’Isola; Piazzetta Marina del Convento, discesa del parcheggio Rocca Nettuno, viale Tondo e la strada di accesso alla Variante ex SS 522.

I casi simbolo

Particolarmente emblematiche, secondo Piserà, sono tre situazioni che mostrano la distanza tra cittadini e risposte istituzionali. In contrada Labirinto cinque punti luce risultano spenti dalla fine di settembre in un quartiere densamente popolato. Alle case popolari di viale Don Mottola (ultimo fabbricato) altri cinque punti luce non funzionano da tempo, coinvolgendo famiglie, anziani e minori. In via Libertà, una delle arterie principali della città, si contano 18 punti luce non funzionanti dal distributore Q8 alla scalinata dell’Isola: una strada che conduce alle luminarie ma che, paradossalmente, si attraversa al buio.

«La luce è un servizio, non un privilegio»

«Quando le segnalazioni si accumulano senza risposta – afferma Piserà – il problema non è più tecnico, ma di attenzione verso i cittadini, di ascolto e di rispetto. La luce non può essere un privilegio riservato alle vie vetrina, deve essere un servizio garantito a tutti».

Nel documento inviato ai Commissari straordinari viene chiesto l’avvio di interventi urgenti e programmati per il ripristino dell’illuminazione pubblica, la priorità immediata per contrada Labirinto, le case popolari di viale Don Mottola e via Libertà, e una comunicazione chiara che dia finalmente risposte a cittadini che attendono da troppo tempo.

«Restituire luce a questi quartieri – conclude – significa soprattutto restituire ascolto. Perché una città non è davvero illuminata se chi la vive ogni giorno continua a sentirsi lasciato al buio».