Il grave episodio riporta sotto i riflettori l’attuale impossibilità di garantire nella casa circondariale una copertura medica H24. Al momento manca anche uno psichiatra
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Un tentativo di suicidio sventato soltanto grazie al tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria e degli infermieri in servizio H24. È quanto accaduto nel carcere di Vibo nel primo pomeriggio di domenica scorsa, ma la notizia è emersa soltanto nelle ultime ore. Momenti drammatici, soprattutto per l’assenza, in quel frangente, di un medico, considerato che l’attuale copertura garantita da quattro dottori (tra cui un gettonista) non consente un presidio sanitario continuativo nell’arco delle 24 ore. Per assicurare un servizio H24 sarebbero necessari almeno otto medici, da distribuire sui vari turni.
A intervenire per primi sono stati gli agenti della polizia penitenziaria e gli infermieri di turno, che hanno avviato le prime procedure di soccorso in attesa dell’arrivo di personale esterno: inizialmente la guardia medica di Sant’Onofrio, che ha proseguito le manovre di emergenza, e successivamente un’ambulanza del 118 che ha trasportato il paziente all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Da qui, vista la gravità del quadro clinico, il detenuto è stato trasferito al Policlinico universitario di Germaneto, dove si trova attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva, in condizioni critiche e con prognosi ancora da sciogliere.
L’episodio ha riacceso i riflettori sulla carenza di medici, con riferimento specifico alla casa circondariale, dove è presente uno psicologo ma non uno psichiatra. Per questa figura è stato emanato un bando, in scadenza il prossimo 20 gennaio, per la ricerca di un medico da impiegare in regime di libera professione.
Sempre domenica scorsa, circa un paio d’ore dopo il tentativo di suicidio, all’interno del carcere di Vibo si è verificata un’altra emergenza medica che ha reso necessario l’intervento di un’ambulanza. Tuttavia, secondo quanto riferito da fonti interne, i soccorsi avrebbero subito un ritardo poiché tutti i mezzi erano in quel momento fermi nell’area dell’ospedale, con pazienti a bordo in attesa di essere presi in carico dal Pronto soccorso.

