Una delegazione composta da membri delle istituzioni, delle associazioni e dei sindacati è stata accolta dai proprietari: «Non permetteremo alla criminalità di soffocare l’economia sana. Chi denuncia non è solo»
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Una bottiglia incendiaria lasciata davanti alla saracinesca, nel cuore della notte, come un messaggio chiaro e inquietante. È questo l’atto intimidatorio che a fine gennaio ha colpito la storica macelleria Chiarello di Vibo Valentia, riaccendendo l’allarme sicurezza in città e suscitando una reazione immediata del tessuto istituzionale ed economico.
All’indomani dell’episodio, la risposta è arrivata però compatta: istituzioni, associazioni di categoria e sindacati hanno varcato insieme la soglia dell’attività commerciale per ribadire che «un atto contro la macelleria Chiarello è un attacco a tutta la città».
A guidare la delegazione è stato il sindaco Enzo Romeo, anche nella veste di presidente dell’associazione Antiracket e Antiusura provinciale. La presenza fisica all’interno del negozio non è stata soltanto simbolica, ma una dichiarazione pubblica di sostegno: «Non permetteremo alla criminalità di soffocare l’economia sana del nostro territorio. Chi denuncia trova nello Stato e nell’Antiracket una famiglia pronta a proteggerlo e a sostenerlo».
Accanto al primo cittadino, i rappresentanti del mondo produttivo hanno parlato con una sola voce. Per Rocco Colacchio, presidente di Assindustria, «la libertà d’impresa è un valore non negoziabile» e l’associazione «è al fianco di chi resiste, perché solo nella legalità può esserci sviluppo e futuro per le nostre aziende».
Sulla stessa linea Salvatore Nusdeo, presidente di Confcommercio, che ha ricordato come «il commercio è l’anima delle nostre strade» e che «ogni vetrina che resiste è una vittoria della comunità contro il buio della violenza mafiosa».
Dal fronte sindacale, la segretaria della Cgil Nadia Fortuna ha sottolineato che «difendere il lavoro significa difendere la dignità», assicurando che «nessun lavoratore o imprenditore deve operare nella paura».
Rosario Contartese, per la Cna, ha ribadito che «l’artigianato e le piccole imprese sono il cuore del Vibonese» e che la solidarietà espressa «non è solo a parole, ma si traduce in un impegno costante per la sicurezza dei nostri associati».
Infine Pino Baldo, per la Cisl, ha richiamato il principio cardine della crescita sociale: «La legalità è il presupposto per ogni sviluppo. La rete di protezione sociale è più forte di qualsiasi minaccia».
La visita si è conclusa con l’impegno condiviso a monitorare la situazione e a promuovere ulteriori iniziative a tutela della sicurezza pubblica e del libero esercizio dell’attività d’impresa, nel segno di un messaggio chiaro: Vibo non arretra.


