Una rete di solidarietà tra istituzioni e imprese per offrire una risposta immediata alle vittime di violenza domestica. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa “La Stanza Sospesa”, sottoscritto a Vibo Valentia dal questore Rodolfo Ruperti, dal presidente di Federalberghi Confcommercio Vibo Valentia e dal direttore di Confindustria Vibo Valentia, con l'obiettivo di garantire un'accoglienza temporanea a donne e bambini costretti ad abbandonare la propria abitazione per sottrarsi alle violenze.

L'iniziativa consentirà infatti alle vittime di usufruire, in maniera completamente gratuita, dell'ospitalità presso le strutture alberghiere aderenti al protocollo, offrendo un luogo sicuro nelle ore più delicate successive alla denuncia o alla richiesta di ammonimento.

Grazie all'accordo, gli operatori di polizia potranno disporre l'immediata sistemazione della vittima in albergo per un periodo di due giorni, in attesa del successivo inserimento nei centri specializzati dedicati alle vittime di violenza domestica.

Il protocollo rappresenta un esempio di collaborazione tra istituzioni e mondo imprenditoriale, chiamato a fornire un contributo concreto alla tutela delle persone più vulnerabili. L'obiettivo è quello di assicurare una risposta tempestiva in una fase particolarmente delicata del percorso di protezione.

Alla firma dell'intesa hanno preso parte anche il sottosegretario di Stato al ministero dell'Interno Wanda Ferro, il vicario del prefetto di Vibo Valentia e una delegazione di funzionari e dipendenti della Questura di Vibo Valentia.

Nel corso dell'incontro, il sottosegretario Wanda Ferro ha espresso il proprio apprezzamento per il progetto, sottolineandone il valore sociale e istituzionale.

«La Stanza Sospesa rappresenta un esempio concreto di come la sicurezza si costruisca facendo rete. Quando una donna trova il coraggio di sottrarsi alla violenza, le istituzioni devono essere in grado di offrirle una risposta immediata», ha affermato.

Secondo il sottosegretario, garantire un rifugio temporaneo costituisce un passaggio fondamentale nel percorso di protezione delle vittime. «Garantire un luogo sicuro, anche solo per il tempo necessario ad individuare una soluzione stabile attraverso i centri antiviolenza e le case di rifugio, significa proteggere la donna nel momento di maggiore vulnerabilità e consentirle di intraprendere un percorso di rinascita».

Infine, Wanda Ferro ha evidenziato il significato più profondo dell'iniziativa: «Per questo il protocollo sottoscritto oggi ha un valore che va oltre l'accoglienza temporanea: è il segno di una comunità che sceglie di non lasciare sole le vittime, mettendo insieme istituzioni, Forze di polizia, associazioni e mondo delle imprese in un'alleanza concreta contro la violenza di genere».