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Messaggio “ai cari fratelli e sorelle musulmani che vivono nel Vibonese”, da parte del direttore don Bruno Cannatelli: “necessario liberarci della paura dell’altro”

La basilica cattedrale di Mileto
Cultura

In occasione dell’avvio del Ramadan, previsto per oggi, arriva il messaggio di augurio “ai cari fratelli e sorelle musulmani che vivono nel Vibonese”, da parte del direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, don Bruno Cannatelli. Una lettera in cui si sottolinea l’apprezzamento dei cristiani, “vostri vicini e amici”, per l’importante evento religioso, “incentrato nel digiuno, la preghiera e le buone azioni. Salam! La pace sia con voi! È questo l’augurio e la preghiera - afferma il sacerdote, da sempre attivo nella promozione di iniziative a favore dell’integrazione dei popoli - che voglio condividere con voi e con tutti gli uomini di buona volontà, perché cessino le guerre e le violenze di ogni sorta e sia stabilita quella pace di cui il mondo ha bisogno. A noi credenti l’impegno per l’edificazione di un mondo più giusto, più rispettoso dell’equilibrio e soprattutto più accogliente per le nuove generazioni. Abbiamo bisogno di costruire comprensione e speranza, ma per farlo è necessario liberarci della paura dell’altro. Per questo abbiamo bisogno di conoscerci sempre di più e meglio per apprezzare il molto che ci unisce e accettare il poco che ci divide, come arricchimento reciproco, come stimolo reciproco a migliorarci sempre di più”. 

Nel suo messaggio di augurio, don Cannatelli invoca poi Dio onnipotente e misericordioso di far crescere nei fratelli musulmani “la fede e il desiderio di una fraternità che possa testimoniare come credere in Dio sia così bello e capace di regalare un bene luminoso al mondo intero”.  Per quanto riguarda invece la Chiesa, essa “ribadisce il suo sguardo di stima nei confronti di voi musulmani che, come noi cristiani, adorate l’unico Dio vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Assicuro la mia preghiera - conclude il responsabile dell’Ufficio diocesano di settore - perché il Signore vi benedica e doni prosperità e pace. Vi prego di estendere questi auguri a tutti i vostri familiari, in particolare a quelli che si trovano nella sofferenza e nella malattia. Come negli anni precedenti, alla fine del Ramadan insieme musulmani e cristiani faremo festa”.