Il Lions Club alla riscoperta del cippo miliare di Sant’Onofrio (VIDEO)

L’importante reperto del 130 avanti Cristo, ritrovato nel 1952, è oggi posizionato all’esterno del Museo Capialbi di Vibo. Un’iniziativa ne ha rimarcato il valore, legato all’importanza dell’antica via consolare Annia Popilia

L’importante reperto del 130 avanti Cristo, ritrovato nel 1952, è oggi posizionato all’esterno del Museo Capialbi di Vibo. Un’iniziativa ne ha rimarcato il valore, legato all’importanza dell’antica via consolare Annia Popilia

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Il "service" di Sant'Onofrio
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La storia è passata (anche) da Sant’Onofrio. A testimoniarlo è il cippo miliare romano, del 130 avanti Cristo, riportato alla luce nel 1952 e oggi posizionato all’esterno del Museo archeologico statale “Vito Capialbi”, al castello Normanno-Svevo di Vibo Valentia. Di portare avanti un’opera di riscoperta dell’importante reperto storico si è fatto carico il Lions Club di Vibo, nell’ambito di una più complessiva opera di rivalutazione dell’antica via consolare Annia Popilia che congiungeva Capua a Reggio Calabria, passando per la romana Valentia e, appunto, per quella che diverrà l’odierna Sant’Onofrio. Percorso di fondamentale importanza per lo spostamento di uomini e merci dell’Impero romano e, nell’anno Mille, via di sicurezza verso la Terra Santa sulla quale transitavano i templari utilizzandola alternativamente alla via Francigena. Un’antica arteria di comunicazione e interscambio, quindi, attraversata da eserciti in armi, commerci e viaggiatori, la cui storia il club service vibonese intende valorizzare istituendo un apposito comitato scientifico. Si parte proprio dal cippo miliare di Sant’Onofrio, che è stato al centro dell’iniziativa sostenuta convintamente dal Museo archeologico e dall’amministrazione comunale di Sant’Onofrio. Introdotti dal giornalista Maurizio Bonanno, l’evento ha ospitato gli interventi del sindaco Onofrio Maragò, del presidente del Lions Club Nicola Fusca, del promotore del service ed ex primo cittadino Franco Ciancio, dell’avvocato e storico Michele Roccisano (che ha relazionato su “La via Annia Popilia nel quadro storico del territorio di Valentia) e di Marianeve Vallone (che ha parlato del “Sistema della viabilità in epoca romana”), con il coordinamento tecnico di Salvatore Franzè e Mariano Tassone. Presente al tavolo dei relatori nella sala consiliare intitolata ai giudici Falcone e Borsellino anche il direttore del Museo archeologico “Vito Capialbi” di Vibo, Adele Bonofiglio.    

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«L’idea – ha detto il presidente Fusca – è quella di riscoprire e valorizzare questo cippo romano scoperto in agro Figliano nel 1952, sotto l’illuminata amministrazione Lattari, e portare alla luce questo reperto che oggi giace al Museo Capialbi. È un fatto nuovo ed è la stessa direttrice Bonofiglio a testimoniare che c’è un grande interesse attorno a questo reperto. Il nostro intendimento è dunque proprio quello di scrivere qualcosa di nuovo anche nelle pagine ministeriali del MiBact. Questo si innesta nel percorso fatto in questi due anni di Lions, nei quali abbiamo puntato sui beni culturali e sull’identità, la nostra identità, di cui siamo depositari unici e che ci costituisce e rappresenta in ciò che siamo stati e in ciò che saremo». Per il promotore del service, Franco Ciancio, il senso dell’iniziativa è quello di «valorizzare uno dei beni culturali abbandonati più importanti che abbiamo nella nostra zona. Questo cippo, di oltre 2000 anni d’età, rappresenta uno degli elementi principali della via Annia Popilia, via consolare che attraversava la Calabria passando da Sant’Onofrio che era, come oggi per l’autostrada, uno snodo importante della via di transito verso Gerusalemme. Valorizzare quella storia significa per noi valorizzare anche il territorio di Sant’Onofrio e restituirgli la dignità storica che merita».