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Da Nino Frassica a Cristiano Malgioglio, da Gianni Sperti a Fabrizio Corona, tanti i nomi del mondo dello spettacolo che hanno preso parte all’evento di beneficenza 

Il palco di "Una notte di mezza estate"
Cultura

Malgrado il cambio di location, da Tropea a Pizzo, e nonostante alcuni degli ospiti siano cambiati in corso d’opera la quarta edizione di “In una notte di mezza estate” ha colto nel segno. Alla Marina di Pizzo sono state infatti migliaia le persone che non sono volute mancare alla manifestazione promossa e organizzata dalla fondazione “Diego Pugliese Onlus” (in collaborazione con il Comune di Pizzo e il Sunshine Hotel di Ricadi). Lo spettacolo, magistralmente condotto da Marco Renzi e dalla bellissima Paola Di Benedetto è stato impreziosito dal contributo di alcune luminose stelle dello star system italiano. A fare da ingredienti ad una serata magica, infatti, sono stati la simpatia di Nino Frassica, l’estro di Cristiano Malgioglio e, per la gioia dei più giovani, la presenza dell’opinionista e ballerino Gianni Sperti e, direttamente da “Amici”, di Daniele Rommelli e Lauren Celentano. Poi il fuoriprogramma. Al posto dell’attore Gabriel Garko (assente pare per motivi di salute) a dare un tocco di stravaganza all’evento è stato il chiacchierato fotografo Fabrizio Corona.

«La nostra Fondazione - ha detto la presidente Sonia Bevacqua - sta crescendo anno dopo anno. In questi anni siamo riusciti a fare tanto a favore di chi soffre, dei familiari dei malati di tumore e nel sostegno alla ricerca scientifica. Anche quest’anno abbiamo avuto un cast stellare e sono molto felice perché ogni anno i vip rispondono all’invito e noi ne siamo contenti. L’obiettivo è di allargare la rete. Al momento abbiamo dei punti di sostegno su Roma e su Milano con delle strutture e delle persone che possono aiutare materialmente chi si sposta in queste due grandi città per fare curare un proprio caro colpito dal tumore. Poi siamo particolarmente soddisfatti - ha aggiunto - perché, in qualche modo, rappresentiamo una Calabria che si fa raccontare anche per aspetti positivi. Una terra, la nostra, dove la solidarietà ha ancora un senso».