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Il giornalista e saggista di Limbadi premiato nella sezione “Persone in Calabria” nel corso della serata svoltasi ad Acri e condotta da Tiziana Ferrario

La serata del Premio Padula ad Acri
Cultura

A un lucano, a un calabrese e un egiziano che vive negli Statui Uniti il Premio letterario nazionale Vincenzo Padula, giunto alla sua XI edizione. Per la narrativa, infatti, è stato assegnato a Giuseppe Lupo, scrittore e saggista originario di Atella che insegna letteratura italiana contemporanea all’Università cattolica di Milano, per il suo romanzo “Gli anni del nostro incanto” (Marsilio 2017); a Pantaleone Sergi, giornalista, storico e scrittore calabrese di Limbadi, per il suo romanzo “Liberandisdomini” (Pellegrini 2017) nella sezione “Persone in Calabria”; allo scrittore Andrè Aciman, nato in Egitto da una famiglia ebrea, cresciuto in Italia e poi emigrato negli Usa dove vive da anni, autore di “Chiamami con il tuo nome”, nella sezione “Narrativa internazionale”. «Con “Gli anni del nostro incanto” - ha sottolineato Tiziana Ferrario, ormai ex giornalista Rai che ha condotto la serata - Giuseppe Lupo ci ha riportato a quell’atmosfera di ottimismo del boom economico con l’orgoglio della classe operaia, mentre con pessimismo Pantaleone Sergi con il suo romanzo “Liberandisdomini” racconta le vicende di un paesino immaginario della Calabria del secolo scorso stritolato dalle clientele e dal malaffare. E con Andrè Aciman è stato affrontato il tema dell’identità, con il racconto dell'attrazione improvvisa e travolgente che sboccia tra due ragazzi». Durante la cerimonia di premiazione, svoltasi ad Acri per iniziativa della Fondazione Padula presieduta da Giuseppe Cristofaro, si è parlato anche di Europa e di Italia con il filosofo Massimo Cacciari e l’ex direttore di “RepubblicaEzio Mauro, autore de “L’uomo bianco”, vincitori per la sezione “Pensatori del nostro tempo” e “Giornalismo”. Per la sezione “Vincenzo Tallarico”, il premio è andato al cineasta Paolo Virzì che ha puntato il suo sguardo impietoso sull’immaturità di chi ha preso le redini del comando dopo che i “padri” si sono ritirati. Nella sezione “Persone in Calabria”, è stata premiata anche la sfida della scienziata Maria Grano, ordinaria di Istologia all’Università di Bari che ha scoperto la Irisina, una molecola che potrà essere utilizzata contro l’osteoporosi: la studiosa ha scelto di restare in Italia anche se il farmaco che ritiene di poter realizzare entro un paio d’anni forse in America glielo avrebbero già realizzato. 

 

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