venerdì,Settembre 17 2021

Drapia, la grotta di Santu Liu sottoposta a tutela dal Ministero della Cultura

Con i suoi affreschi risalenti ai secoli XI e XVI rappresenta un unicum in tutto il Meridione. Di difficile accesso e poco valorizzata, ora il dicastero impone una serie di prescrizioni per preservarla

Drapia, la grotta di Santu Liu sottoposta a tutela dal Ministero della Cultura
La grotta di Santu Liu con i suoi affreschi

In una terra in cui spesso pezzi di storia vengono lasciati preda di abbandono e incuria, non stupisce che autentici tesori non vengano valorizzati per come dovrebbero e rischino persino di sparire per sempre. È il caso della grotta di Santu Liu: conosciuta da molti per sentito dire, ma visitata da pochi anche a causa delle difficoltà nel raggiungerla, trovandosi in una vallata del Monte Poro – nel territorio di Drapia, al confine con Spilinga -, in una zona impervia nei pressi della fiumara Ruffa. La particolarità di questa grotta eremitica sta negli affreschi che si trovano al suo interno e che la rendono «nella realtà centro meridionale calabrese e, specificamente nel vibonese, un unicum particolarmente importante per il suo interesse storico-artistico». Così scrive in una relazione la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.
Un primo passo verso la valorizzazione della grotta di Santu Liu è stato fatto recentemente grazie al Ministero della Cultura che l’ha sottoposta a tutela con un apposito decreto firmato dal segretariato regionale per la Calabria. A darne notizia è stata l’amministrazione comunale di Drapia, che nei mesi scorsi ha lavorato per il raggiungimento di questo obiettivo. «Oggi più che mai siamo fieri del nostro patrimonio culturale e territoriale», sottolineano dal Comune. [Continua in basso]

Gli affreschi nella grotta di Santu Liu

L’affresco raffigurante Dio in trono che sorregge Gesù crocifisso

Gli affreschi all’interno della grotta sono cinque e si trovano sulla parete di fondo, divisa verticalmente in altrettanti rettangoli. Lo stato di conservazione non è dei migliori e in passato c’è stata anche qualche mano criminale che li ha danneggiati (negli anni Sessanta furono staccati alcuni frammenti, oggi conservati nel Museo diocesano di Tropea), tuttavia gli affreschi sono ancora ben visibili. Quel che è certo è che sono relativi a due periodi storici differenti. I primi quattro – l’adorazione dei Magi, un Papa benedicente in trono, Dio in trono che sorregge Gesù crocifisso, una Madonna in trono che allatta il Bambino – sono databili intorno al XVI secolo. L’ultimo affresco, invece, rappresentante un Deesis – tema tipico dell’iconografia bizantina, con Cristo benedicente tra la Madonna e San Giovanni Battista -, è ancora più antico: si stima possa risalire all’XI secolo. Ed è proprio tutto questo a rendere la grotta di Santu Liu un unicum: «Con i suoi affreschi – scrive la Soprintendenza nella relazione a corredo del decreto ministeriale – testimonia una continuità di frequentazione del sito con una diversificazione stilistica e culturale, nonché un significativo esempio di sincretismo religioso tra culto d’Oriente e d’Occidente».

Cosa prevede il decreto del Ministero

L’affresco raffigurante la Deesis

Il ministero della Cultura ha ora decretato che la particella di terreno in cui ricade la grotta (per un totale di circa 31.540 mq) venga sottoposta a tutela. Che cosa comporta ciò? Una serie di prescrizioni, nello specifico: «È fatto divieto di apportare modifiche di qualsiasi tipo o natura alla grotta o ad ogni opera esistente, a meno che non si tratti di ripristinare il decoro, ed in tal caso, tali opere dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Soprintendenza competente; è fatto divieto di eseguire opere di sbancamento per l’apertura di discariche o raccolta di rifiuti solidi, liquidi e di risulta di qualsiasi tipo o natura; è fatto divieto di creare vasche, cisterne e pozzi per qualsiasi scopo e natura e la realizzazione di piscine e di impianti sportivi; è fatto divieto di accatastare rifiuti o materiali di qualunque tipologia; è fatto divieto di aprire strade e di creare piattaforme; è consentita la sistemazione di viottoli pedonali in battuto o ghiaino e tutte le opere legate alla futura fruizione del bene; è fatto divieto di installare capannoni, serre o depositi che prevedano scavi e/o sbancamenti, invece le strutture temporanee e amovibili, che non prevedano scavi, dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Soprintendenza competente; i progetti di opere pubbliche e/o pubblica utilità dovranno essere preventivamente sottoposti ed autorizzati dalla Soprintendenza competente; la realizzazione di nuove recinzioni è sottoposta a preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza competente; in ogni caso, ogni intervento da eseguirsi nell’ambito della zona perimetrata che, pur non modificando l’aspetto esteriore e lo stato dei luoghi, preveda comunque movimenti di terreno o attività di scavo, eccetto i lavori agricoli fino ad una profondità massima di 0,30 m, è sottoposto a preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza competente; è fatto divieto di realizzare aree di parcheggio; è fatto divieto di eseguire qualsiasi intervento, sia a carattere definitivo che temporaneo, suscettibile di alterare o distruggere l’aspetto esteriore o lo stato dei luoghi attuali, ovvero di introdurvi qualsivoglia modificazione che possa in qualche modo recare pregiudizio al contesto nel quale il bene culturale è inserito».
Il decreto è stato notificato in via amministrativa al Comune di Drapia e a «proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo del bene che ne forma oggetto», che avranno specifici termini temporali per presentare eventualmente ricorso.

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