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È questo l’obiettivo del comitato civico costituitosi “per la valorizzazione della memoria storica e dei beni culturali del Meridione”

Re Ruggero II d'Altavilla
Cultura

È giusto dire che non è mai troppo tardi. Mileto si ricorda, finalmente, del figlio forse più illustre, e a mille anni circa dalla sua nascita chiede che la via principale della città venga intitolata a re Ruggero II d’Altavilla, e non più al re sabaudo Umberto I. Questo, almeno, si prefigge di ottenere la petizione pubblica promossa in questi giorni da un comitato civico costituitosi “per la valorizzazione della memoria storica e dei beni culturali del Meridione”. Evidentemente, il processo di rivalutazione storica riguardante le concitate fasi di conquista del Sud, e la successiva Unità d’Italia, sta diramando i suoi effetti anche da queste parti. A dire il vero, analoga richiesta era stata inutilmente inoltrata in Comune già nel 2016. Oggi, tuttavia, i componenti del comitato ci riprovano, con tanto di raccolta di firme sulle varie piattaforme web da consegnare al commissario prefettizio Sergio Raimondo, chiamato con il sub commissario Giovanni Gigliotti a gestire l’attuale fase di crisi politico-istituzionale in cui versa l’Ente territoriale. A sostegno della loro richiesta, nella petizione i promotori dell’iniziativa esprimono anche delle dovute considerazioni. In primis che Mileto «è stata sede della Contea di Calabria e Sicilia sotto Ruggero I e che ha dato i natali nel 1095 al suo successore Ruggero II, fondatore nel 1130 della monarchia normanna di Sicilia», e poi che a suggello dell’importante ruolo assunto dalla città «nel 1081 venne fondata a Mileto la prima diocesi di rito latino di tutto il Mezzogiorno d’Italia», che nella toponomastica cittadina «è presente la figura del Gran Conte Ruggero, con l’intitolazione di una via e con l’erezione di un monumento nella villa Comunale», e che altrettanta visibilità non è stata data al figlio Ruggero II, «personaggio di livello europeo, fondatore della monarchia meridionale tramandata, nell’alternarsi di dinastie, al Regno delle due Sicilie fino al periodo preunitario». Altre motivazioni che dovrebbero spingere i commissari ad avallare la richiesta del comitato sarebbero, poi, il fatto che le autorità preposte alla tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali (ministero dei Beni culturali e Sovrintendenze), «in accordo con gli enti locali e con il vescovo hanno istituito un Museo e un Parco archeologico medievale», che occorre promuovere tra i giovani e i visitatori «la conoscenza di un così grande personaggio che ha segnato per secoli successivi la storia e le istituzioni civili e religiose del nostro meridione», e, infine, che il mantenimento della intitolazione del Corso a Umberto I costituisce un doppione, «poiché al re sabaudo è stata intitolata anche la via principale della frazione Paravati».

 

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