La parrocchia di Favelloni abbraccia la comunità di Camerino colpita dal sisma

Grazie all’impegno della parrocchia, raccolti fondi per l’acquisto di materiale didattico destinato ad una scuola materna che verrà inaugurata il 3 marzo

Grazie all’impegno della parrocchia, raccolti fondi per l’acquisto di materiale didattico destinato ad una scuola materna che verrà inaugurata il 3 marzo

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Terremoto a Camerino
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Favelloni abbraccia Camerino in un incontro all’insegna della solidarietà. La comunità della frazione di Cessaniti, accompagnata dal parroco don Andrea Campennì, incontrerà i terremotati della diocesi di Camerino, San Severino, Macerata in occasione dell’inaugurazione dell’asilo. Un momento di rinascita per la popolazione del Centro-Italia, duramente colpita dal sisma nel 2016 (foto dei vigili del fuoco). Il viaggio della delegazione, composta da circa 23 persone, tra cui il sindaco Francesco Mazzeo, è frutto dell’iniziativa portata avanti dalla parrocchia di San Filippo d’Agira di Favelloni. È stato il parroco, don Andrea a portare avanti il progetto a seguito di un confronto con l’arcivescovo monsignor Franco Massara. In questa circostanza era emersa la volontà di aiutare i paesi colpiti dal sisma. Aiuto concretizzato con una raccolta offerte e l’acquisto di materiale didattico, cancelleria e giochi da destinare alla nuova scuola dell’infanzia: «La comunità di Favelloni, colpita anch’essa nel passato da terribili terremoti – ha fatto presente don Andrea – non poteva non sodalizzare con i fratelli di Camerino». La macchina della solidarietà è partita immediatamente portando buoni frutti: «Siamo tutti orgogliosi di esserci e consapevoli che queste persone sono solo “terremotate” nel corpo ma non nello spirito per la grande forza che stanno dimostrando» ha commentato ancora don Andrea. Non sono mancate parole di soddisfazione da parte del sindaco Francesco Mazzeo: «Abbiamo attivato un grande lavoro di squadra con le Istituzioni locali ed il territorio, e questa è la dimostrazione che insieme tutto è possibile». Il 3 marzo, giornata della festa per l’inaugurazione, diventa una data storica per le due realtà: «Da un punto di vista simbolico, riaprire una scuola in montagna ha un valore straordinario – ha precisato il primo cittadino – significa far rivivere una comunità dopo che il terremoto ha colpito alcune delle aree più belle d’Italia ovvero quelle dell’Appennino. Ancora una volta – ha chiosato Mazzeo – sarò orgoglio di rappresentare Cessaniti in un momento istituzionale di grande speranza e fiducia verso il futuro».

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