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Il giovane maestro è titolare della prima cattedra di flamenco del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia. Cinque minuti di applausi per la sua esibizione

L'esibizione di Diego Cambareri a Vibo
Cultura

«Io suono con il pubblico, non per il pubblico». Esordisce cosi il maestro Diego Cambareri. «La musica - ha aggiunto citando Ezio Bosso - è scambio di chi suona lo strumento e chi ascolta suonando senza strumento». Al recital del chitarrista vibonese Diego Cambareri c'erano molte persone in platea all'Auditorium Spirito Santo che ascoltando suonavano idealmente la chitarra, rapiti dalle tinte arabe, andaluse, gitane e classiche che la magia dell'esacorde di Cambareri catturava in un'atmosfera che per incanto catapultava l'auditorium nella regione iberica, nelle Asturie, nella Galizia e nell'Andalusia. Il giovane chitarrista focalizza l'attenzione su un aspetto particolare della chitarra flamenca, dedicato al repertorio specificatamente concepito per le sale da concerto, slegato cioè dal ruolo di semplice e solo accompagnamento al “cante” e al “baile”. Il connubio flamenco/classico diversificano il maestro vibonese e lo rendono tra pochi al mondo capace ad esibirsi in vasti repertori dei due stili. Il concerto è stato proposto dal Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo e Ama Calabria nella rassegna de “I concerti del giovedì" e presentato dal Rotary Club Hipponion offrendo una galleria sui principali generi che formano l'universo della musica flamenca: dalla Farruca, alla Soleà, alla guajira all'Allegria andalusa al Tiento y tango, alla Gran Jota classica di Francisco Tarrega, alla famosissima Asturias di Albeniz all'impervia e sfavillante "Boda de Luis Alonso" di Jose' Gimenez, con la chicca finale di due brani famosissimi del maestro Paco De Lucia scomparso qualche anno fa. Vibo ringrazia e congeda con un arrivederci e cinque minuti di applausi Cambareri, titolare della prima cattedra di flamenco al conservatorio "Torrefranca" voluta dal direttore Francesco Antonio Pollice, chicca dell'istituto pensando che in Europa solo sei sono le cattedre di flamenco.

Lacnews24.it
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