Il Sud si salverà? Imprenditori e studiosi a confronto con Pino Aprile – Video

Il noto scrittore ha fatto tappa a Monterosso per presentare il suo ultimo romanzo nell’appuntamento con i “Cenacoli” organizzati dalla Pro loco

Il noto scrittore ha fatto tappa a Monterosso per presentare il suo ultimo romanzo nell’appuntamento con i “Cenacoli” organizzati dalla Pro loco

Gli ospiti del convegno con Pino Aprile
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“Il Sud si salverà?”. Alla domanda hanno provato a dare una risposta gli importanti ospiti dell’ultimo appuntamento dei “Cenacoli Monterossini 2019”, format culturale ideato e organizzato dalla Pro loco di Monterosso in collaborazione con l’amministrazione comunale e il Comitato regionale dell’Unpli Calabria. L’evento è stato ospitato presso il Piccolo teatro comunale ed ha avuto come protagonista il noto giornalista e scrittore Pino Aprile, che ha presentato il suo ultimo libro, il romanzo “Il potere dei vinti”. Con l’autore, accompagnato dallo scrittore Mimmo Gangemi, hanno dialogato il direttore di LaC Tv Cristina Iannuzzi, l’imprenditore Pippo Callipo, l’antropologo Giuseppe Cinquegrana, lo storico Giacinto Namia e il direttore del Sistema bibliotecario Gilberto Floriani

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L’autore, mediante una prosa articolata e piacevolmente scorrevole ha ripercorso la crisi identitaria di una società uniformata; il profilo psicologico “dei vinti” che, abbandonando una condizione di servile certezza, accettano la perdita del proprio essere, per rinascere nelle loro origini e nella riscoperta del sistema valoriale, condiviso con altre anime in attesa di quella giustizia a loro negata. Al quesito iniziale sono state diversificate e, a volte, opposte le risposte. Il Sud, secondo Callipo, attraverso il recupero identitario delle sue potenzialità, non solo si potrà salvare ma potrà confrontarsi con i maggiori competitors. Di opposto parere la Iannuzzi e Floriani, per i quali l’ottimistico pragmatismo di Callipo si scontra con diverse criticità: il sud è detentore dei primati negativi in tutti i settori (economia, sanità, servizi sociali, cultura), carente nella gestione della cosa pubblica, assente sul piano civico e dipendente (34%) più del nord (18%) dallo Stato. Cinquegrana, riprendendo il bandolo della matassa logica ha sottolineato come, tuttavia, la rinascita dal basso è già partita: la nostra identità storica, il sistema valoriale dei borghi, le capacità artistiche e professionali presenti sul territorio, possono dare un importante contributo. Pino Aprile, come il caleidoscopio di personaggi presenti nel romanzo, ha sgranato le diverse esperienze sociali di Scampia, di Ciro Colonna, della Cooperativa Goel, della stazione di Santa Caterina di Reggio, tutte unite dalla grande voglia di riscatto e di identità. Posizioni inconciliabili tra pessimisti ed ottimisti? Solo apparentemente. Il dibattito, di fatto, ha evidenziato come ci siano importanti differenze percettive e culturali tra i diversi soggetti interessati alla “questione meridionale”. Ma questi differenti ruoli e interessi e il loro mancato allineamento possono condizionare l’implementazione e l’efficacia del processo di cambiamento.