Mileto omaggia il conte Ruggero d’Altavilla con cerimonie civili e religiose

Una messa e la deposizione di una corona da parte del sindaco al monumento di colui che elevò la cittadina a capitale della contea normanna

Una messa e la deposizione di una corona da parte del sindaco al monumento di colui che elevò la cittadina a capitale della contea normanna

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Mileto non ha dimenticato Ruggero d’Altavilla, colui che nel 1058 la elevò a capitale della propria contea. E così, nel giorno del 918esimo anniversario della sua morte lo ha voluto ricordare con tutti gli onori, con una serie di cerimonie religiose e civili. Le celebrazioni hanno preso il via alle 18.30 con la Santa messa celebrata in suo suffragio, dal canonico don Bruno Cannatelli, nella chiesa parrocchiale “Santissima Trinità-San Benedetto”, erede diretta dell’abbazia-mausoleo fatta elevare nel vecchio abitato dal nobile normanno. Subito dopo, a stilare un dettagliato profilo della figura dell’ultimo figlio di Tancredi d’Altavilla è stato il vicario delegato della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Filippo Ramondino

Informazione pubblicitaria

I presenti si sono poi trasferiti dalla chiesa nella villa comunale, dove è allocato il monumento bronzeo elevato nell’ottocento dall’amministrazione cittadina in onore di Conte Ruggero. Qui, dopo un breve intervento, a deporre un omaggio floreale ai piedi della statua bronzea raffigurante il nobile normanno in foggia settecentesca è stato il sindaco Salvatore Fortunato Giordano, con tanto di fascia tricolore. Ruggero I d’Altavilla è morto il 22 giugno del 1101 a Mileto, tra le braccia del fondatore dell’Ordine certosino San Bruno di Colonia. Prima, però, aveva provveduto a fare della “sua” amata città il centro nevralgico del processo di rilatinizzazione e di conquista del meridione d’Italia, accentrandone, come ogni capitale che si rispetti, i poteri religioso, politico ed economico. In quei tragici momenti del trapasso terreno, al suo capezzale c’erano la terza moglie Adelaide del Vasto e il figlio minore Ruggero, colui che, qualche decennio dopo e una volta divenuto adulto, sulle orme del padre sarebbe stato incoronato nella cattedrale di Palermo primo re di Calabria e Sicilia.