Teatro d’Amare, a Tropea la prima strappa applausi a scena aperta – Video

Anfiteatro del porto gremito in ogni ordine di posto per “Io mai niente con nessuno avevo fatto”, pièce sui temi dell’omosessualità e del pregiudizio

Anfiteatro del porto gremito in ogni ordine di posto per “Io mai niente con nessuno avevo fatto”, pièce sui temi dell’omosessualità e del pregiudizio

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Una scena di "Io mai niente con nessuno avevo fatto"
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La prima della quinta stagione di Teatro d’Amare, rassegna di prosa estiva promossa dall’associazione Laboart, ha dato il via, a Tropea, ad una sequenza di grande prosa, che si chiuderà il 31 luglio dopo aver portato quattro compagnie nazionali all’anfiteatro del porto. Il sipario si è aperto con “Io mai niente con nessuno avevo fatto“, spettacolo sui temi dell’omosessualità, della violenza, del pregiudizio, retto dalla incandescente presenza scenica di Joele Anastasi, regista ed interprete principale. Accanto a lui, Enrico Sortino e Federica Carruba Toscano. Una pièce raffinatissima, che racconta l’inutile divincolarsi dai legacci del pregiudizio livido, la lotta vana contro le chiusure ideologiche del Sud più arretrato e rancoroso, la faccia peggiore dell’arcaico, del fuori dal tempo, dell’inamovibile. A fare da contrappunto la vitalità dionisiaca e no gender del protagonista, vittima inconsapevole della sua stessa sessualità altra, oggetto di desideri illegittimi, parentali, proibiti. 

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In una scena fissa, gli attori sono tre falene che si dibattono fino al venir meno fisico ed emotivo. I tre fasci di luce che li catturano, se da un lato ne imprigionano i movimenti, dall’altra ne esaltano voci, tragedie individuali, illusioni, espressioni. La fisicità è spinta sino alla nudità scenica, tanto aggressiva visualmente quanto dolorosa, sommessa e neorealista nella scrittura registica. I corpi degli attori riflettono la violenza degli stereotipi di genere, il sopruso contro i deboli. La frenesia che li agita specchia il dibattersi, lo svincolarsi ritmico dai legacci della coercizione culturale, in una denuncia espressiva che ha letteralmente incantato la platea.

Cornice, l’approdo millenario del porto. «Doppiamente simbolico stare qui, in prossimità del mare – ha dichiarato Anastasi a pochi minuti dall’entrata in scena -. Il luogo perfetto, vista la tensione continua verso questo elemento, che pervade tutto il nostro spettacolo. Uno spettacolo sul desiderio, sul bisogno mai domo di amore e di abbracci». Ovvia la soddisfazione del direttore artistico, Maria Grazia Teramo. «Una partenza entusiasmante, che ci rincuora e ci fa ben sperare per il bilancio consuntivo della stagione – ha dichiarato -. Vi aspettiamo il 24, il 28 e il 31 luglio, per appuntamenti altrettanto belli». La bella partenza di stagione è stata sottolineata anche dal vicesindaco di Tropea Roberto Scalfari, che ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione per un’estate ricca di appuntamenti di livello, ed ha anticipato due grandi eventi: «Tra prosa, musica, degustazioni, stiamo dando vita ad una stagione con proposte ampie e coinvolgenti. Prossimi appuntamenti, dopo la prosa, saranno con il mondo del cinema e con la grande musica del Tropea Blues, a settembre». Tornando alla prosa, la stagione teatrale tropeana gode del supporto fondamentale di sponsor tecnici: oltre al Gruppo Pubbliemme, che ha supportato la comunicazione degli eventi, garantendo visibilità alla manifestazione, anche il ristorante Tre Nodi, antistante l’anfiteatro, garantirà per tutte le serate sia supporto logistico che conviviale.

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