giovedì,Settembre 16 2021

La Calabria “guerriera e ribelle” di Giampiero Mele

Iniziativa culturale nel duomo di San Giorgio a Pizzo dov’è stato presentato il libro che racconta il lato eroico e combattivo della storia della regione.

La Calabria “guerriera e ribelle” di Giampiero Mele

Dopo le presentazioni di New York, Toronto, Amsterdam, Riga e per ultima Roma, “Calabria guerriera e ribelle”, il libro scritto da Giampiero Mele, è approdato a Pizzo per portare all’attenzione del pubblico la vera Calabria, quella che ha segnato i secoli con importanti fatti storici.

Il volume racconta fasi di storia da Alarico fino al fenomeno dell’emigrazione. Storie che riguardano la nostra regione e in particolare il Vibonese. Per questo il parroco del duomo di Pizzo, don Pasquale Rosano, ha inteso ospitare l’autore per spiegare ai suoi parrocchiani le ragioni che l’hanno spinto alla pubblicazione.

Nei locali del duomo di San Giorgio, Giampiero Mele, accompagnato dal giornalista Nicola Pirone, si è così soffermato sull’importanza che andrebbe ad assumere la cultura calabrese nel mondo: «Si parla spesso di Calabria solo in termini di criminalità – ha commentato – ma se oggi siamo qui, vuol dire che c’è una parte sana. Nei capitoli del mio libro parlo di storia, personaggi e culture che hanno dato vita a delle civiltà e tra questi mi piace citare Gioacchino da Fiore, Murat e non dimentichiamo Giulia la figlia di Augusto che morì a Reggio Calabria».

Su Gioacchino da Fiore si è poi soffermato don Pasquale Rosano il quale ha, in linea di massima, sintetizzato gli aspetti che hanno colpito anche il presidente americano Barack Obama. Presente all’iniziativa anche il presidente dell’associazione culturale “Gioacchino Murat” Giuseppe Pagnotta con il quale si è discusso del re di Napoli al quale è dedicato un capitolo di “Calabria guerriera e ribelle”, ripreso dagli scritti di Alexandre Dumas.

Tavola rotonda molto partecipata, con il pubblico che ha posto alcuni questi all’autore. In chiusura di serata don Rosano e Mele hanno voluto ringraziare i presenti esortandoli a diffondere la storia e la cultura calabrese.

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