mercoledì,Settembre 28 2022

“Il pensiero meridiano” tra le librerie di qualità: «Ecco come ho realizzato il mio sogno a Tropea»

È l’unica libreria nel Vibonese a figurare nell’albo istituito dal Ministero della cultura. La libraia Condò racconta le origini della attività, gli studi fuori regione, il ritorno in Calabria e un progetto culturale in continua evoluzione: «Qui c'è una comunità che pensa, legge e vive»

“Il pensiero meridiano” tra le librerie di qualità: «Ecco come ho realizzato il mio sogno a Tropea»
La libreria Il pensiero meridiano e la libraia Chiara Condò

Sorge nel cuore di Tropea, racconta la forza della sua gente, la bellezza di un territorio, l’amore per le proprie radici. È un luogo dove “catturare” storie che portano lontano, perdersi in mondi fantastici, farsi trascinare in “gialli” ricchi di suspense. “Il pensiero meridiano” è una libreria indipendente nel centro storico della città. È parte integrante delle viuzze che si snodano nella Perla del Tirreno e negli ultimi anni ha conquistato il cuore di lettori vicini e lontani. Merito della libraia, Chiara Condò. Giovane, dinamica ma soprattutto preparata. L’amore per i libri non si improvvisa. E “Il pensiero meridiano” ne è la conferma. È infatti l’unica libreria del Vibonese a figurare nell’albo delle Librerie di qualità, istituito dal Ministero della Cultura. [Continua in basso]

Librerie di qualità, il riconoscimento

L’inserimento nell’Albo premia il lavoro svolto da Chiara: «Figurare in questa prima edizione è stato un riconoscimento enorme non solo per me ma soprattutto per i lettori che sostengono la libreria. Fin dall’inizio abbiamo cercato di portare i libri fuori dalla libreria, sono andata a pescare i lettori ad uno a uno e il rapporto di fiducia è cresciuto nel tempo». Tra i vari «requisiti richiesti dal Ministero, non solo la collaborazione con le scuole e le biblioteche ma anche l’organizzazione dei gruppi di lettura che sono l’anima, il nucleo stesso del lavoro della libreria». Muovere i primi passi, in un contesto territoriale poco incline alla lettura, è stato un azzardo: «Sono felice che il lavoro degli ultimi 8 anni sia stato apprezzato e che oggi Tropea venga riconosciuta e magari collegata anche alla libreria. È il principale punto di riferimento dei lettori e sono contenta che anche qui si sentano a casa a prescindere da dove vengano e quanto lunghi siano stati i loro viaggi. Tropea-libri è un binomio che magari qualche anno fa poteva sembrare inedito, adesso invece è completamente assestato».

Chiara Condò

I gruppi di lettura

Un ruolo di rilievo per la vita della struttura viene rappresentato dai gruppi di lettura: «In questo contesto, l’atto privato della lettura diventa di gruppo, di comunione e comunità. Gli incontri servono a ricordare a Tropea che c’è una comunità che pensa, legge e vive. Serve a dare stabilità nei momenti di squilibrio che vive la città. Funzionano in maniera molto semplice – spiega Chiara- Dopo aver scelto un tema e quindi un libro, i volumi vengono acquistati in libreria (vengono anche spediti). Ai partecipanti viene dato un mese di tempo per leggere e poi si fissa un evento per poter discutere del libro». La pandemia ha cambiato le modalità di partecipazione: «Il momento è diventato digitale e gli incontri avvengono sulla piattaforma zoom. Abbiamo la possibilità di interfacciarci con molte più persone e anche invitare ospiti come ad esempio scrittori, traduttori, editor, rappresentanti di case editrici. È stato un percorso incredibile che ha raggruppato un totale di quasi 150 utenti, garantendo un ritmo di incontri molto serrato. In più, grazie alle iniziative on-line è stato possibile bypassare il problema logistico. Vivendo e lavorando a Tropea è un aspetto di non poco conto».

Storie di ritorni

Chiara Condò è nata a Roma da genitori di Tropea e proprio nella Perla del Tirreno ha trascorso la sua infanzia e adolescenza prima di intraprendere un percorso universitario lontano dalla Calabria. Ma il legame con Tropea e con la libreria ha radici profonde: «La libreria di Caterina De Maria ha rappresentato una eccellenza incredibile per la nostra città. Ero appassionatissima di quella libreria e quando la proprietaria mi ha proposto un lavoro stagionale ho accettato senza esitazioni. Mi ha gettato nel lavoro senza paracadute». Intanto il percorso formativo continuava con esperienze sempre più edificanti nelle librerie Canova di Treviso e Galla di Vicenza. La libraia De Maria viene poi a mancare: «Teneva fossi io a continuare il suo lavoro». Così il 21 marzo 2015 la realtà culturale riapre: «Fuori dalla Calabria avevo una strada già segnata ma ho avuto all’improvviso la possibilità di realizzare quello che volevo, quello per cui avevo studiato nella mia città, accanto alla mia famiglia. A 18 anni stare lontano pesa ma fino a un certo punto. Quando inizi a crescere le partenze cominciano a essere strazianti e insostenibili io non volevo più fare biglietti per andarmene».

L’essenza de “Il pensiero meridiano”

C’è un altro dato di non poco conto: «Solo a Tropea potevo realizzare una libreria rivoluzionaria, poliglotta, che beneficiava del forte turismo, che si divertiva nel turbinio di lingue, letterature e viaggiatori da tutti i Paesi. Chi impara a lavorare qui può davvero farlo ovunque». Eppure, nonostante la presenza di flotte turistiche sia di vitale importanza, Chiara specifica: «I turisti sono importanti ma i lettori del territorio lo sono ancora di più». Avere un’attività in una cittadina costiera considerata tra le mete turistiche più gettonate, ha alcune note dolenti, tra cui il frastuono: «Vorrei che Tropea fosse come sempre come un giorno di settembre, con un cielo limpido e acqua ancora più cristallina. Con turisti predisposti ad una vacanza più tranquilla. Ecco mi piacerebbe una attenzione maggiore all’inquinamento sonoro. Sogno una Tropea più internazionale non come presenze turistiche ma nello spirito e nella mentalità».

Sogni nel cassetto

Il rapporto con gli utenti è qualcosa di unico: «Lavorare con il pubblico mi rende viva. Clienti da tutto il mondo mi portano le loro culture e le condividono con me. Materialmente cosa mi resta? Tantissimi inviti di clienti sparsi per il mondo. È bellissimo sapere che i libri e Tropea mi hanno messo in contatto con persone lontanissime». Per il futuro i progetti sono tanti, a partire dalla creazione di un gruppo di lettura in inglese per espandere ancora di più i confini de “Il pensiero meridiano”. Tra i sogni nel cassetto, anche riuscire a ingrandire la libreria e tornare a lavorare in presenza e magari tutto l’anno: «Sono certa sia un pensiero comune a diversi negozianti. In tanti vorremmo stabilizzare le nostre attività», conclude.

L’inserimento de “Il pensiero meridiano” è motivo d’orgoglio per tutto il Vibonese. Proprio sul riconoscimento ottenuto dalla libreria, Corrado L’Andolina, nelle vesti di presidente del Sistema bibliotecario, ha voluto commentare: «Esprimo apprezzamento e le mie congratulazioni. Chiara è una libraia preparata, giovane e sapiente. Una risorsa umana e professionale preziosa per l’intero comprensorio».

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