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Durante gli scavi al sito delle reali ferriere  venuti alla luce tre nuovi altiforni. Il sindaco Bruno Iorfida: «Quanto rinvenuto sicuramente darà un forte impulso al turismo della nostra zona»

Cultura

Tre nuovi altiforni sono venuti alla luce nel corso degli scavi nella fonderia di archeologia industriale di Mongiana.

La notizia è riportata nell’edizione di oggi della “Gazzetta del Sud”. Una delle testimonianze sugli altiforni di Mongiana per migliorare la produzione si trova in una relazione del 3 maggio 1845. Nei giorni scorsi questo eccezionale ritrovamento. 

«Siamo di fronte - ha detto Franco Danilo, esperto di archeologia industriale - alla presenza di un forno fusorio, probabilmente era il Sant’Antonio, il tipico forno all’italiana con la forma di un parallelepipedo alto undici metri, all’interno del quale c’era il vero cuore della fonderia, costituito dal crogiolo, dal tino, dal ventre e della bocca di carico in alto». 

Entusiasta per la scoperta il sindaco di Mongiana Bruno Iorfida: «Questo importante reperto, unico nel mondo, rappresenta il punto di svolta di una ricerca che dura da anni. Sicuramente quanto riportato alla luce darà un forte impulso al turismo della nostra zona, proiettando Mongiana a centro nevralgico dell’archeologia industriale dell’intera nazione». 

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