giovedì,Febbraio 22 2024

Mileto, applausi per il concerto in onore di San Gerlando di Besançon

L’evento ha visto all’opera il piccolo coro di voci bianche del Cantiere musicale internazionale e della basilica cattedrale, diretto da Caterina Francese

Mileto, applausi per il concerto in onore di San Gerlando di Besançon

Un concerto in onore di San Gerlando. Nel giorno della sua morte e in cui la Chiesa universale lo commemora. Questa la bella iniziativa portata a compimento a Mileto dal Cantiere musicale internazionale, in sinergia con la basilica cattedrale, chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea guidata dal vescovo Attilio Nostro. Protagonisti della serata, il piccolo coro di voci bianche della scuola di alta formazione e della parrocchia “Santa Maria Assunta-San Nicola”. A conti fatti, l’ennesimo gruppo sorto sul territorio grazie all’operato della realtà con sede a palazzo San Giuseppe, sorta oltre un decennio fa su input del noto maestro di pianoforte Roberto Giordano. I bambini si sono esibiti nell’auditorium “Umberto Micheli”, diretti e accompagnati per mano dal maestro Caterina Francese. Numerosi gli applausi tributati dal folto pubblico presente, rimasto estasiato dalla purezza e dalla dolcezza delle loro voci. [Continua in basso]

Al concerto sono intervenuti anche il sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano, lo stesso maestro Giordano, il parroco della basilica cattedrale don Domenico Dicarlo e l’ex parroco della Badia don Bruno Cannatelli, già in passato artefice di iniziative su San Gerlando. Del resto il santo di Besançon, morto il 25 febbraio del 1100, vanta un legame profondo con Mileto. Un rapporto intenso che, nello specifico, risale al periodo normanno, allorquando Ruggero I d’Altavilla, dopo aver elevato l’urbe a diocesi e a capitale della propria contea, tra il 1080 e il 1081 lo accolse con tutti gli onori e lo fece eleggere Primicerio della Schola Cantorum della cattedrale, chiesa madre della più antica diocesi di rito latino del meridione d’Italia. La sua presenza in loco rese possibile, tra l’altro, l’uso del canto gregoriano, uniformando l’episcopato miletese ai criteri musicali del papato, ben quattro secoli prima di Reggio Calabria. A un certo punto San Gerlando ritornò temporaneamente in Francia, per poi essere richiamato nel 1088 di nuovo nel meridione d’Italia da Papa Urbano II, in questo caso nella veste di vescovo di Agrigento, città e diocesi che oggi lo onorano come proprio santo protettore.

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