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Salone del Libro di Torino: la “cultura” vibonese affidata ai social con botta e risposta tra Floriani, Marzano e Teti

Una città sbigottita assiste allo scambio di accuse al vetriolo tra l’ex direttore del Sistema bibliotecario, la sua ex “collega” del Festival Leggere&Scrivere e la super dirigente del Comune di Vibo

Salone del Libro di Torino: la “cultura” vibonese affidata ai social con botta e risposta tra Floriani, Marzano e Teti
Il Salone del Libro di Torino e a sinistra Gilberto Floriani, a destra Maria Limardo, Adriana Teti e Maria Teresa Marzano

Formalmente tutti impegnati a esaltare il Salone del Libro di Torino, per antonomasia uno dei luoghi di cultura del Belpaese. Sostanzialmente a dare evidente prova di aver assimilato ben poco dalla lettura di un qualunque libro – anche fosse stato qualcuno dedicato alle arti marziali (che trasmettono anzi calma e concentrazione) piuttosto che alle tecniche di guerriglia in Vietnam – ci hanno pensato alcuni “vibonesi in trasferta”, protagonisti di diversi Post e commenti su Facebook non sfuggiti ai cittadini (soprattutto a quelli che lavorano in silenzio e sono costretti ad assistere a tali “spettacoli”), sempre più sbigottiti per il livello dello “scontro”. Già le sole modalità scelte (i social) da alcuni “litiganti” che hanno raggiunto la maggiore età da un buon pezzo – doppiandola, triplicandola e in qualche caso quadruplicandola – la dice lunga su quanta strada occorra ancora fare a Vibo Valentia per poter aspirare a competere con altre realtà italiane o anche solo per riportare la città ai fasti culturali di un tempo neanche troppo lontano. Quando infatti si pensa di aver raggiunto l’apice in tema di involuzione culturale, ecco che c’è sempre qualcuno (in questo caso più di qualcuno) pronto a stupirci ancora. [Continua in basso]

Andiamo al “sodo”. Da un lato l’ex direttore del Sistema Bibliotecario vibonese, Gilberto Floriani, dall’altro la sua ex collega nei Festival “Leggere&Scrivere”, Maria Teresa Marzano, accompagnata dalla dirigente del Comune di Vibo Valentia, Adriana Teti. In mezzo – tra un selfie con il sindaco Maria Limardo e gli assessori comunali Carmen Corrado, Rosa Chiaravalloti, Antonella Tripodi – ci sono i debiti del Sistema Bibliotecario vibonese, la sua gestione, le trasferte al Salone del Libro e le frecciate da una parte all’altra espresse pubblicamente sui social network le cui “bacheche”, probabilmente (anzi, sicuramente), meriterebbero miglior fortuna.

Floriani al Salone del Libro

Salone del Libro di Torino, post pubblico di Gilberto Floriani di Domenica 21 maggio ore 19.27. Titolo: “Cronache dal Salone del libro”. “Io non c’ero perché sono arrivato sabato pomeriggio e quindi riferisco quello che mi è stato raccontato. Pare – scrive Floriani – che la nostra sindaca con largo seguito di assessori donne della sua Giunta, la super dirigente e altre accompagnatrici, speriamo queste a loro spese, sia chiassosamente intervenuta nello stand della Regione Calabria per annunciare al mondo i successi culturali della sua città e presentare il candidato al premio Strega poesia, uno dei frutti più maturi delle attività della Capitale del libro (Sic)”.
Floriani rimprovera quindi al sindaco Maria Limardo di non essere stata a conoscenza della mancanza di qualunque vibonese nella cinquina dei finalisti al premio, con “la corte dei miracoli” – così la chiama Floriani – che avrebbe appreso dell’esclusione una volta “trasferitasi per qualche giorno a Torino. È normale cercare di babbiare i vibonesi – scrive Floriani – magnificando il nulla e fare brutta figura con le persone un pò più istruite? La verità delle cose è necessariamente in contrasto con l’etica della verità? Si dice qui, dove non sono tutti ignoranti: ma chi sono questi? Che vogliono? L’esame del Salone del libro – conclude Floriani  –  non lo hanno superato”.

Passano poco più di due ore ed alle 21.45 di Domenica 21 maggio, Maria Teresa Marzano pubblica un Post su Facebook scegliendo lo stesso titolo di Floriani: “Cronache dal Salone del Libro”. Eccone il contenuto testuale: Nei giorni scorsi sono stata al Salone del Libro di Torino che è diventato un appuntamento fisso del mio calendario. Si tratta di un momento a cui tengo e cerco sempre di ritagliarmi lo spazio in agenda per partire. Ci tenevo a sottolineare, per la cronaca, che ci sono stata a spese mie contrariamente a quello che lascerebbe immaginare il post insinuante scritto da un pensionato locale che ha evidentemente molto tempo per gettare veleno in maniera indiscriminata e cercare pagliuzze negli occhi altrui ma non ha ancora trovato un momento per dare conto della trave di debiti che l’ente da lui presieduto fino a ieri si è lasciato dietro, debiti dei quali non mi interesserebbe neanche molto se non fosse che tra i creditori ci sono anche io. Naturalmente riferisco quello che mi è stato raccontato, prendete queste parole con beneficio di inventario, perché l’autore del post mi ha bloccato tempo fa su Facebook, ma confido – conclude la Marzano – che la corte dei miracoli di cui si circonda e che mi legge sempre con attenzione gli riferirà questa informazione preziosa”.

Teti, Tripodi, Corrado, Marzano a Torino

Finito qui? Neanche per idea. Ecco infatti il commento al post della Marzano da parte della super dirigente (Floriani dixit), Adriana Teti, poche settimane fa già protagonista di altre risposte sui social indirizzate all’ex direttore del Sbv. “Al pensionato eccellente tra le altre cose piace parlare spesso di etica e denigrare l’amministrazione comunale cercando ogni giorno una scusa, ma lui dovrebbe approfittare del tanto tempo libero per tornare a scuola e fare un ripasso su cosa significhi gestire i fondi pubblici dal momento che, ad esempio, non ha presentato rendiconti nè pubblicato le determine di rimborso spese viaggi quando negli anni passati si è recato a Torino. La cultura è rispetto delle regole, vada a farle lui le ripetizioni sull’etica. Per quanto mi riguarda – aggiunge la Teti – nella mia carriera non ho mai chiesto rimborsi, sono andata a Torino con i miei soldi, non solo io ma tutta l’amministrazione. Dovrebbe solo tacere perché per quanto nel suo mondo immaginario gli piaccia rappresentarsi come eroe senza macchia, nell’impietoso confronto con la realtà il suo abito è tutt’altro che immacolato e lui – conclude la dirigente comunale – risulta perdente su tutta la linea”. Prendiamo fiato e ci fermiamo qui. Credendo che Vibo Valentia, l’antica e gloriosa Hipponion, la città che ha dato, fra gli altri, i natali a Michele Morelli, Vincenzo Ammirà e Vito Capialbi, meriti molto di più di tali “botte e risposte” a mezzo social network che con la cultura hanno davvero ben poco a che fare.

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