Da Murat alle prospettive di sviluppo economico da fondare sulla cultura

Interessante incontro organizzato dall’associazione di Pizzo di concerto con il Lions e il patrocinio di Stato e Regione

Interessante incontro organizzato dall’associazione di Pizzo di concerto con il Lions e il patrocinio di Stato e Regione

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Fare cultura storica quale fondamentale fattore di sviluppo sociale ed economico di tutta la Calabria. Attorno a questo concetto, enunciato dal presidente dell’associazione Gioacchino Murat Onlus di Pizzo Giuseppe Pagnotta, si è dipanato un interessante dibattito sul tema “Itinerari murattiani ed eredità culturale del decennio francese: un percorso di sviluppo sostenibile per la Calabria”, nell’ambito delle Giornate murattiane con il contributo statale e della Regione e il patrocinio gratuito del Lions Club di Vibo Valentia. Ospiti, tra gli altri, Nicola Clausi, governatore distretto 108 YA Lions international, il deputato Antonio Viscomi ed il sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo. Relatore principale Andrea Lanza, ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Università della Calabria, nonché presidente del Lions di Vibo Valentia, mentre l’introduzione è stata a cura di Maurizio Bonanno e Domenico Sorace

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pizzo giornate murattianeBonanno ha ricordato i legami tra la storia murattiana e quella vibonese dell’epoca che vide l’attribuzione a Monteleone di grande importanza amministrativa nella riorganizzazione dello stato feudale sul modello di quello francese e di seguito l’emergere sul palcoscenico della storia nazionale della grande figura di Michele Morelli. «Il decennio francese fu per Vibo Valentia all’epoca Monteleone – ha spiegato Bonanno – un periodo d’oro, soprattutto dopo l’elevazione fatta da Giuseppe Bonaparte con legge 132 del 1806 sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l’8 agosto di quell’anno a capoluogo della Provincia di Calabria Ulteriore, ed ebbe giurisdizione sia su Catanzaro che addirittura su Reggio Calabria». Sorace ha allargato gli orizzonti alla storia dell’unità nazionale e precisamente sul Risorgimento Italiano nel quale processo storico Gioacchino Murat giocò il ruolo, ormai universalmente riconosciuto, di precursore: sia con la Campagna d’Italia della primavera del 1815 con la quale conquistò tutte le regioni italiane fino alla riva destra del Po, che con il Proclama di Rimini. «Fu l’unico regnante dell’epoca – il commento dell’avvocato – ad invitare gli italiani a riunirsi sotto un’unica bandiera in una unica nazione». Lanza ha sviluppato gli aspetti tecnici individuando e spiegando quali siano gli strumenti concreti per creare nuova ricchezza mediante «il recupero e la valorizzazione della storia intesa non solo come reperti fisici che ci provengono dal passato ma soprattutto insieme di beni immateriali che costituiscono la parte più importante sia sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo e che se opportunamente valorizzati hanno la caratteristica di un effetto moltiplicatore degli investimenti effettuati». Tali sono ad esempio i parchi tematici specialistici che a Pizzo, oltre a quello murattiano del decennio francese, potrebbero allargarsi con quello «sul mondo delle tonnare, del quale Pizzo per millenni ha fatto parte e dal quale i pizzitani hanno tratto da vivere per sé e le proprie famiglie». Al termine l’associazione Murat ha offerto un buffet a base di pesce, nell’ottica della valorizzazione dei prodotti del territorio.