Mura greche, il comitato incontra il segretario e il capogruppo Pd

Nel corso di una riunione con il responsabile provinciale del partito Vincenzo Insardà e il consigliere comunale Giovanni Russo si è fatto il punto sulle iniziative a tutela dei reperti

Nel corso di una riunione con il responsabile provinciale del partito Vincenzo Insardà e il consigliere comunale Giovanni Russo si è fatto il punto sulle iniziative a tutela dei reperti

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I lavori in via Paolo Orsi
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Prosegue la campagna di sensibilizzazione sulla salvaguardia delle Mura greche di Vibo Valentia. Il Comitato ha incontrato il 4 ottobre scorso il segretario provinciale del Pd Vincenzo Insardà e il capogruppo in consiglio comunale Giovanni Russo. «Le finalità del progetto di messa in sicurezza di località Croce Nivera – via Paolo Orsi meritano un’attenta valutazione, per chiarire costi, efficacia e benefici, alla luce delle varianti necessarie alla tutela delle Mura greche».

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E’ questa la conclusione dell’incontro svoltosi martedì scorso tra il Comitato Pro Mura Greche di Vibo Valentia ed una delegazione del Pd vibonese. Sono state rappresentate da parte del Comitato, le ragioni che hanno dato vita alla petizione al presidente della Repubblica, lanciata per salvare i nuovi 350 metri di mura greche dai lavori di scavo ed interramento di tubazioni in esecuzione lungo la via Paolo Orsi di Vibo Valentia. Il segretario provinciale Insardà ha espresso la propria disponibilità ad estendere le informazioni avute sulla vicenda agli amministratori vibonesi.

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«Si è precisato che il lavoro pubblico in atto non ha come finalità quella della salvaguardia delle emergenze archeologiche emerse – ha detto Insardà -, è anche vero che bisogna comprendere se nel realizzarlo con tutte le deviazioni necessarie per evitare danni alle strutture della cinta muraria non perda di efficacia nella sicurezza del controllo delle acque. La monumentalità di quanto emerso durante i saggi e le trincee per la posa della condotta, per come confermato dal comunicato del 30 settembre scorso della Soprintendenza archeologica, obbliga chiunque amministra questa città ad avere contezza delle soluzioni adottate. Il valore del patrimonio storico ed archeologico a cui la cittadinanza deve oggi rinunciare per la realizzazione di una opera pubblica, potrebbe rivelarsi una rinuncia vana nel caso l’opera non assolva alla sua funzione, a causa del contorto percorso che la condotta potrebbe seguire o comunque pregiudicarne interventi futuri di manutenzione e ripristino per non cagionare ben più gravi danni al patrimonio archeologico che ricoprirebbe».

Per tale ragione il capogruppo Pd Giovanni Russo, presente all’incontro, ha provveduto ad indirizzare richiesta d’accesso alla documentazione ad esso relativa all’assessore ed agli uffici comunali competenti e ad organizzare un incontro con gli amministratori di Palazzo Luigi Razza.