Un istrionico Freccero al TF: «La semplificazione ha ucciso la ricerca della verità»

Lectio magistralis dell'esperto di comunicazione che ha discettato di informazione e comunicazione dalla nascita della tv commerciale fino a twitter passando dagli spazi sempre più ristretti dell'informazione tradizionale. 

Lectio magistralis dell'esperto di comunicazione che ha discettato di informazione e comunicazione dalla nascita della tv commerciale fino a twitter passando dagli spazi sempre più ristretti dell'informazione tradizionale. 

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Da sinistra Giuseppe Soluri e Carlo Freccero
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«Oggi in tv, la verità è stata sostituita con l’audience. Oggi più che la qualità, si guarda alla quantità. Si tenta di informare il pubblico, lusingarlo ed intrattenerlo: è l’infotainment. Tanto che Barbara D’Urso è diventata una giornalista». E’ un Carlo Freccero in ottima forma, quello intervenuto alla sesta ed ultima giornata del Tropea Festival Leggere&Scrivere, il quale, di fronte ad un variegato, numeroso ed attento pubblico, ha tenuto una lectio magistralis su “La TV tra presente e futuro: differenza tra informazione e comunicazione”. «Viviamo in una società multimediale – ha spiegato l’autore televisivo ed esperto di comunicazione – dove insieme convivono passato, presente e futuro».

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Dove il passato è la carta stampata, «che appartiene ad una società non connessa. Il cui ritardo, però, nell’informazione, ha permesso il codice etico del  giornalista: la ricerca della verità della notizia. Mentre nella Tv, si è già un passo in avanti, non permettendo più i tempi per la ricerca del vero, lo studio, l’approfondimento».

«La tv – ha continuato l’opinion maker – non solo crea le notizie, ma anche l’agenda delle notizie». Gli esempi non sono mancati: cronaca rosa e cronaca nera, ormai regolano il palinsesto di ogni Tg, fino a sentire attori, showgirl ed altro, magari, esprimersi e commentare i grandi temi che regolano il mondo, come l’economia e la politica estera.

Ma l’ultimo colpo inferto al giornalismo, «ormai sempre più limitato», secondo il parere di Carlo Freccero, «arriva proprio da internet, che agli esordi di era imposto come controinformazione, finendo però di mostrare tutti i sui limiti, facendo spazio allo sviluppo dei Big data, cedendo all’informazione commerciale». Ed infine Twitter, «l’equazione della semplicità, che santifica ciò che siamo diventati: degli enunciatori. La vittoria del pensiero semplice, sempre meno articolato. Di fronte alla complessità della condizione odierna, nessuno pensa più di capire qualcosa, ma pensa invece a far battute in 140 caratteri o poco meno».