Memoria e identità: così i piccoli studenti di Bivona raccontano la storia della Tonnara -Video
Il progetto “Uno scatto per il bello” ha puntato alla conoscenza e alla valorizzazione di una realtà che negli anni passati ha dato da vivere a moltissime famiglie. Lo storico Montesanti: «Una bellissima esperienza»

di Rossella Galati
«Trasmettere il senso delle cose, dei luoghi, la memoria, tutto ciò che c’è dietro una struttura come quella della Tonnara di Bivona, nei suoi racconti, nei racconti dei “tonnaroti” è stata una bellissima esperienza e vedere che i ragazzi ne hanno capito fino in fondo il senso, interpretando in una maniera originalissima “il canto del leva leva” è una soddisfazione incredibile». Lo storico vibonese Antonio Montesanti esprime viva soddisfazione per l’esito del progetto “Uno scatto per il bello” che ha visto protagonisti gli alunni della scuola primaria Salvatore Gaglioti di Bivona, dell’Istituto comprensivo Amerigo Vespucci. Un percorso volto alla conoscenza e alla valorizzazione di un territorio che negli anni passati ha dato da vivere a moltissime famiglie grazie all’antica tonnara.
Conoscere per tramandare
«Questi giovani sono cresciuti senza conoscere la storia di questa struttura, con lo storico Montesanti abbiamo avuto la possibilità di far conoscere ai nostri alunni la storia dei loro geniroti, dei loro nonni – spiega la docente Cristina Falcomatà – nella speranza che loro possano portare avanti quello che è il bello del proprio paese inteso come arte, cultura, perchè ci teniamo che i bambini possano crescere con la possibilità di portare avanti ciò che erano le tradizioni, le bellezze e la storia soprattutto della nostra tonnara».
Dal passato al presente
Un passato che torna quindi a rivivere tra musica, parole, riflessioni, sketch: «I ragazzi hanno imparato che nel loro territorio, nel centro di Bivona, c’è una tonnara che racconta la storia di tutta l’area costiera, che era un’attività incredibile che ha fatto crescere tanti bambini come loro – racconta Montesanti – e oggi loro si sentono orgogliosi di diventare custodi di quella memoria e trasmetterla ai genitori, ai figli, a chiunque, perchè oggi loro ne hanno capito l’importanza».