A Maierato arte e cultura per dire “no” alla violenza sulle donne

Iniziativa promossa dall’amministrazione comunale in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nell’aula consiliare il punti di vista degli esperti e le opere di Loredana Barbieri

Iniziativa promossa dall’amministrazione comunale in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nell’aula consiliare il punti di vista degli esperti e le opere di Loredana Barbieri

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Il convegno di Maierato
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In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, lo scorso venerdì 25 novembre, l’amministrazione comunale di Maierato, ha organizzato il convegno: “I Colori della donna”. Promotrice e organizzatrice dell’evento, l’assessore alle Politiche sociali, pari opportunità, cultura e scuola, Stefania Vallone.

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Al convegno, oltre al sindaco Danilo Silvaggio e all’assessore Vallone, sono intervenute l’artista Loredana Barbieri, l’avvocato Sabrina Caglioti, la presidente del Club Unesco di Vibo Valentia Maria Loscrì e la psicologa e psicoterapeuta Paola Giacco.

Si è trattato, spiegano i promotori, di «un’occasione per conoscere meglio gli aspetti sociali, culturali, psicologici e giuridici, della violenza sulla donna. Un modo per informare e per formare; per dare delle risposte ad un argomento complesso, che è bene occupi uno spazio di ascolto e rilevanza».

Perché, come ha affermato l’avvocato Sabrina Caglioti, «di violenza si muore in Italia, perché ancora sono poche le denunce, perché il sistema giudiziario, per quanto possa essere “tutelante” nelle nuove norme approvate, ancora dimostra difficoltà, e punti di debolezza riscontrabili, per esempio, nella carenza del numero dei centri antiviolenza in Italia, o nella dislocazione degli stessi sul territorio nazionale. I centri, spesso, non solo non coprono la domanda, ma non sono presenti in tutte le regioni, rendendo così difficile gli spostamenti per chi subisce violenza». Caglioti ha sottolineato inoltre l’importanza delle misure restrittive e carcerarie.

Dal lato psicologico, è stata la specialista Paola Giacco ad integrare l’argomento, con la riflessione che «il sistema carcerario, non riabilitativo ma solo costrittivo, non fa altro che alimentare l’ottica della violenza». Sono state quindi enumerate le varie tipologie di violenza: «da quella più esplicita (la violenza fisica), a quella meno esplicita e subdola, come la violenza psicologica. Nel guardare al fenomeno della violenza, si è voluto sottolineare, la necessità di uscire dall’ ottica del “vittimismo”, e di entrare in un’ottica di circolarità. Infatti, il considerare la donna “vittima” della violenza, non aiuta la stessa ad uscirne. L’ottica del “vittimismo”, confina la donna nella posizione di essere “salvata” da qualcuno e quindi, involontariamente, conferma la sua impotenza e la sua incapacità ad uscire dalla situazione. Una donna che si considera “vittima” è una donna che non riesce a vedere il potere che ha nella sua vita e delega all’altro, l’aiuto e il potere ad uscire dalla situazione. Aiutare le donne ad uscire dalla violenza – ha concluso Giacco -, significa aiutarle a vedere le proprie risorse. Significa aiutarle a riscoprire il valore di sé, la loro forza, il loro coraggio; significa aiutarle a vedere le strategie che si possono mettere in atto per cambiare le situazioni».

Ancora Maria Loscrì, ha illustrato «l’aspetto culturale e il cambiamento sociale della figura della donna nei tempi. Al riconoscimento dei diritti del mondo femminile e al cambiamento di ruolo della donna nella società, non è corrisposto un’accettazione sociale di tale cambiamento. Questo aspetto è strettamente connesso al fenomeno della violenza».

Hanno fatto da cornice e dato “colore” al convegno le opere esposte nella sala consiliare, realizzate della pittrice Loredana Barbieri. Opere, rappresentanti il mondo femminile, e derivate da vari studi e tecniche dell’artista approfondite negli anni. La stessa artista ha illustrato il cambiamento nel tempo, della figura della donna nel mondo artistico; quanto l’arte può essere un mezzo per fronteggiare la violenza; quanto l’arte può essere una risorsa sia personale che sociale, un “manifesto” contro ogni tipologia di violenza.