Viaggio (in anteprima) all’interno del nuovo teatro di Vibo – Foto/Video

La struttura è stata completata, mancano gli arredi e la sistemazione dell’area esterna. L’assessore Russo: «Entro l’estate auspichiamo di poterla inaugurare»
La struttura è stata completata, mancano gli arredi e la sistemazione dell’area esterna. L’assessore Russo: «Entro l’estate auspichiamo di poterla inaugurare»
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La visuale dal palcoscenico del nuovo teatro di Vibo
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Sotto l’albero di Natale della cultura vibonese ci dovrebbe essere una bella gara d’appalto per affidare i lavori di completamento del nuovo teatro. Un’opera che ad un certo punto era diventata un’utopia, l’emblema dell’irrealizzabile. Ed invece c’è ed è quasi conclusa. Quello che da fuori è un monoblocco, dentro mostra una bellezza inaspettata. Entriamo per la prima volta all’interno del nuovo teatro comunale di Vibo Valentia, una struttura praticamente finita.

Il geometra Aldo Cannatà, della Cpl di Polistena che l’ha costruito, illustra qualche dettaglio: «C’è una platea da circa 300 posti, mentre altri 70 ci sono in ogni anello, per un totale di circa 500 posti. L’acustica è stata curata nei particolari da un architetto padovano, mentre sono vibonesi i due architetti che l’hanno progettato». La prima pietra è stata posata nel 2016, ma gli intoppi burocratici e la scarsezza di fondi, fino ad oggi, ne hanno rallentato la conclusione. Quello che manca, ovvero poltrone e tende, oltre alla sistemazione dell’area parcheggio, del bar e dei servizi annessi, bisognerà realizzarlo proprio con quel mutuo acceso dall’amministrazione di Elio Costa, che all’epoca scatenò polemiche roventi. L’attuale assessore ai Lavori pubblici, Giovanni Russo, dà a Cesare quel che è di Cesare: «Quel mutuo è stato fortemente voluto dall’esecutivo Costa, e noi intendiamo dare un seguito amministrativo a quello sforzo per concludere i lavori e consegnare alla città il suo teatro». Quanto ai tempi, molto dipenderà dalla burocrazia: «Contiamo di mandare in gara l’appalto entro Natale, quindi di affidare i lavori per la primavera prossima. Ritengo che – salvo intoppi di carattere burocratico – il teatro possa essere consegnato entro la prossima estate».

Il conto alla rovescia è partito, e in una città arida di occasioni, di sviluppo, di servizi, in una città in cui manca tutto, forse è arrivata l’ora di passare dai teatrini della politica al teatro vero.

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