Campus della Legalità, professionisti a confronto a Tropea

Tanti ospiti in occasione della seconda giornata dell'iniziativa promossa dall'Istituto di istruzione superiore cittadino. Tra i temi affrontati: la sfida, il ricordo, l’immigrazione, il funzionamento del cervello umano

Tanti ospiti in occasione della seconda giornata dell'iniziativa promossa dall'Istituto di istruzione superiore cittadino. Tra i temi affrontati: la sfida, il ricordo, l’immigrazione, il funzionamento del cervello umano

Informazione pubblicitaria
L'iniziativa al "Galluppi" di Tropea

L’Istituto statale d’istruzione superiore di Tropea ha organizzato il Campus della Legalità, evento giunto alla sua decima edizione. In occasione della seconda giornata, dopo i saluti della madrina di casa, la dirigente Beatrice Lento e del rappresentante degli studenti Samuele Lorenzo l’attenzione è stata dedicata ai relatori esterni. Ospiti al Liceo classico “Galluppi” di Tropea sono stati Ruggero Grio, ginecologo di natali calabresi e Isolina Mantelli medico e presidente del Centro di solidarietà calabrese.

L’intervento del dottor Grio ha coinvolto e affascinato gli studenti. Un eroe dei nostri giorni, semplice, che racconta il proprio viaggio verso la lontana Torino, città in cui conseguì i propri studi universitari. Un percorso non semplice. Non lo studio mise in difficoltà Grio, ma quell’aria di cultura talvolta ottusa. Da qui nacque la sua sfida: contro se stesso, contro il peso delle malattie altrui, contro la vita e la morte: “La scuola – osserva il professionista – è il fondamento di tutto. Il relativismo etico nasce proprio dalla distruzione della scuola, che deve instillare nei giovani la voglia di conoscere, di andare oltre”.

Apprezzato anche il contributo di Isolina Mantelli sulla plasticità del cervello umano, uno straordinario congegno del nostro corpo. Da qui anche il monito agli adolescenti di evitare le dipendenze, soprattutto le droghe, poiché i danni che si possono arrecare al sistema cerebrale, spesso, sono irreparabili.

La seconda giornata del “Prometeo” Campus, al Liceo scientifico “Fratelli Vianeo”, si è svolta con Bruno Pisani, presidente dell’associazione Mi.Pi.Aci il quale ha presentato il libro “L’altra esistenza- manuale della genitorialità”. Gli studenti si sono mostrati propositivi e partecipi, intervenendo riguardo ai conflitti che spesso possono generarsi all’interno della vita familiare, sociale e scolastica.

Alla domanda posta dalla studentessa Desirèe Rizzo riguardante il valore dei ricordi e l’utilità di questi durante la formazione e la crescita, Pisani ha commentato: “I ricordi sono importanti perché fanno parte di noi, poiché essi sono come un faro dietro le nostre spalle che illuminano il nostro cammino verso il futuro e rimuoverli può risultare molto dannoso”.

Altro tema di grande attualità è stato affrontato dagli studenti dell’Istituto Alberghiero, i quali hanno dialogato con Valentina Pirrò psicologa esperta nell’accoglienza di minori. Infatti, l’immigrazione dei minori non accompagnati costituisce un’altra drammatica questione del nostro tempo, forse poco nota, ma che presenta cifre preoccupanti: si registrano circa 16000 minori non accompagnati provenienti principalmente dal continente Africano, soprattutto Gambia, Eritrea e Nigeria.

Dopo viaggi in cui si rischia la vita, giungono in Italia, dove malgrado gli sforzi dedicati all’accoglienza, il più delle volte vengono emarginati perché considerati dei diversi. Molte ragazze addirittura perdono la propria identità in quanto sono costrette a prostituirsi per poter sopravvivere.

La giornata dell’Istituto professionale per il commercio e turismo, invece, ha avuto due ospiti molto vicini al contesto tropeano: il professore Luciano Meligrana (Presidente del Centro studi galluppiani) e Antonio Lorenzo figlio dell’artista Albino.

Luciano Meligrana ha parlato della storica figura di Lydia Toraldo Serra, sindaca di Tropea nel secondo dopoguerra, che ha guidato il territorio locale con lo stesso affetto amorevole che una madre mostra per la sua prole. Un impegno lodevole in tempi difficilissimi dove fame e miseria erano condizioni permanenti.

Infine, il professor Antonio Lorenzo ha ricordato la figura del padre innamorato della propria Tropea e mai disposto a trasferirsi altrove. L’idea di dover valorizzare la nostra terra fu una profonda convinzione dell’artista, il quale, nonostante i frequenti viaggi in altre regioni più all’avanguardia, rimase fedele alle sue origini.