Mongiana, i cavalieri dell’Ordine di San Giorgio in visita nei siti borbonici

Una delegazione del Sacro militare ordine costantiniano, accolta dal sindaco Bruno Iorfida, si è recata nel piccolo centro delle Serre vibonesi dove ha preso parte ad una composta cerimonia e ha visitato il noto Museo della Fabbrica d’Armi

Una delegazione del Sacro militare ordine costantiniano, accolta dal sindaco Bruno Iorfida, si è recata nel piccolo centro delle Serre vibonesi dove ha preso parte ad una composta cerimonia e ha visitato il noto Museo della Fabbrica d’Armi

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I cavalieri dell'Ordine costantiniano di San Giorgio
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Una cerimonia sobria, composta e delicata quella che si è svolta nella cornice montana di Mongiana, già antica sede delle Reali Ferriere e della Real Fabbrica d’Armi fondati l’8 marzo 1771 per volere di Ferdinando IV (poi I) di Borbone.

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Scenario la chiesa di Santa Maria delle Grazie dove, durante la Santa Messa, una delegazione dei cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, composta dai cavalieri di merito Pasquale Zavaglia, Domenico Greco e Carlo Parisio e guidata dal Commendatore di Merito con Placca Aurelio Badolati, ha consegnato nelle mani del sacerdote Martin Grogue un’offerta in vestiario per i poveri della comunità montana e del circondario.

Durante la Santa Messa il parroco ha benedetto l’acqua di un’ampolla e la terra di Mongiana di una piccola cassettina che verranno poi inseriti nel monumento che prenderà forma a Gaeta in ricordo dei martiri del Regno delle Due Sicilie che combatterono e caddero per la difesa del proprio regno e del proprio re. Sotto le antiche volte della chiesa che risale al XVIII secolo, il sindaco della città, Bruno Iorfida, ha ringraziato più volte l’Ordine Equestre Per la pregevole opera a favore della comunità.

A Mongiana ripercorsi i fasti dei Borbone

È già la terza volta che i cavalieri Costantiniani di San Giorgio ritornano a Mongiana, l’ultima è stata qualche mese addietro in occasione dell’inaugurazione del MuFAR – Museo della Fabbrica d’Armi alla presenza delle autorità locali e di S.A.R. la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie. Proprio a dimostrazione della sensibilità ed importanza data verso Mongiana, la Casa Reale di Borbone delle Due Sicilie, nella persona di S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha nominato il Cavaliere Pasquale Zavaglia responsabile dell’ Ordine Costantiniano per il Real Sito di Mongiana, al fine di valorizzarne la storia con manifestazioni benefiche e culturali e in sinergia con le istituzioni locali, l’annuncio è stato dato dal Commendatore Badolati, il quale durante la cerimonia ha insignito come benemerito nei confronti dell’Ordine con diploma e medaglia di bronzo il tenente Cavaliere Salvatore Barbieri Guardia d’Onore della Reale Casa di Braganza del Portogallo, oltre ad annunciare l’investitura di due nuovi cavalieri: Pasquale La Gamba e Carlo Parisio.

Una breve visita nel Museo della Fabbrica d’Armi con il sindaco Bruno Iorfida a fare da cicerone, ha chiuso la giornata ufficiale, con una fitta pioggerellina a fare da cornice.

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Toccanti le parole del Commendatore Badolati nel saluto di commiato ai numerosi partecipanti, tra cui i membri di diverse associazioni, accorse dalla regione come la “Cardinale Ruffo di Calabria” di Paola e la “Fondazione Francesco II di Borbone – Delegazione di Calabria” di Vibo Valentia, dove ha ribadito “la necessità di salvaguardare la memoria e l’obbligo di trasmettere alle future generazioni, la grandezza di quello che siamo stati, non per vendetta, ma per giustizia e amore della verità, affinché nessuno, mai più, debba essere privato della dignità, della libertà e del lavoro”, forse è anche per questo che nel mentre il Commendatore Badolati proferiva tali parole, giungessero alla mente le parole di risposta di S.S. Pio VII date all’arrogante ufficiale napoleonico che, entrato al Quirinale il 5 luglio 1809, gli intimò di cedere alla Francia i territori dello Stato Pontificio «Non possiamo. Non dobbiamo. Non vogliamo.».

E noi non possiamo consentire che la memoria si smarrisca, non dobbiamo disperare di non poter cambiare le cose, non vogliamo che altri decidano ancora il nostro futuro.

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