Contro l’indifferenza… per non dimenticare, il “Giorno della memoria” al Filangieri – Video

Iniziativa in ricordo delle vittime della Shoah nello storico convitto vibonese alla presenza di diverse autorità
Iniziativa in ricordo delle vittime della Shoah nello storico convitto vibonese alla presenza di diverse autorità
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Il Giorno della memoria al Convitto Filangieri
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«Sono l’indifferenza e l’assenza di partecipazione attiva e responsabile, alcuni dei problemi maggiori dei nostri giorni; e non sono dissimili da ciò che costituì il terreno di coltura ideale per l’ignobile progetto di sterminio del popolo ebraico, perpetrato a metà del secolo scorso dai nazi-fascisti». Può essere così sintetizzato il messaggio venuto fuori dal “Giorno della memoria” celebrato al Convitto nazionale di Stato “Gaetano Filangieri” ed organizzato, insieme al 3° Circolo – De Amicis, in partnerariato con l’Ufficio scolastico regionale, coordinamento regionale delle Consulte degli studenti e Comune di Vibo Valentia.

Hanno presenziato alla semplice ma intensa giornata il prefetto Francesco Zito, il sindaco Maria Limardo, Bruno Capece comandante provinciale dei Carabinieri, il questore Annino Gargano, il presidente della provincia Salvatore Solano, Franca Falduto referente Consulte degli studenti.

Presenti, oltre alle citate autorità, una rappresentanza di docenti ed educatori del Convitto e della De Amicis,  gli studenti della Consulta provinciale degli studenti e semplici cittadini vibonesi, che hanno apprezzato le riflessioni degli allievi, le loro esibizioni musicali con brani tratti da “Schindler’s List” e, soprattutto,  la visione del cortomentraggio “Il pericolo dell’indifferenza”.

Il video, ambientato nel Convitto vibonese ed ispirato all’emanazione delle Leggi razziali del 1938 e all’impatto nella vita di due studenti dell’epoca, è stato realizzato da Kewin Di Bruni, Alessia Audino e Giovanni Galati su un’idea di Tommaso Fiamingo e con il prezioso supporto di Franca Falduto.

Gli onori di casa sono stati svolti dal rettore Alberto Capria, che ha anche coordinato l’intera mattinata, semplice e intensa, e che così ha concluso: «E’ necessario conoscere, studiare, ricordare, parlare, indignarsi, agire da cittadini e non da abitanti: questo è il senso di una giornata della memoria che superi il singolo giorno della memoria, che oltrepassi l’inevitabile smontaggio di mostre a tema Shoah, l’eclissi di locandine, di seminari e convegni; che duri un anno intero, anzi una vita intera: mai come in questo momento lo è!».

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