sabato,Maggio 8 2021

Un “ospite illustre” al museo di Vibo: confronto sul conte Capialbi

Proseguono le iniziative del comitato civico per i 50 anni dell’istituzione vibonese. L’appuntamento di domenica servirà a conoscere meglio una delle figure più importanti della cultura vibonese

Un “ospite illustre” al museo di Vibo: confronto sul conte Capialbi

Prosegue l’attività culturale avviata dal comitato civico per le celebrazioni dei 50 anni del Museo archeologico Vito Capialbi di Vibo Valentia. Nello specifico, domenica prossima vi sarà il secondo appuntamento de “L’ospite illustre”, che si propone di occuparsi, di volta in volta, di un reperto, un gruppo di oggetti, oppure di un argomento su cui sarà concentrata l’attenzione in occasione delle domeniche ad ingresso gratuito nei musei statali di tutt’Italia, apertura speciale ripristinata di recente dal ministro Franceschini.

L’evento, curato da Maria d’Andrea e Gilberto Floriani, in questa occasione si occuperà del conte Vito Capialbi, vissuto tra la fine del settecento ed i primi dell’ottocento, e della sua preziosa collezione di monete antiche esposte nel museo che porta il suo nome. Il conte, inizialmente, aveva raccolto materiale archeologico proveniente dai suoi possedimenti – che ispezionava personalmente -, ma aveva avuto scambi con altri collezionisti e, probabilmente, aveva intrapreso e programmato egli stesso scavi veri e propri. Con il passare del tempo, la maturità ma soprattutto una maggiore consapevolezza del valore storico dei reperti, aveva intessuto una rete di amicizie speciali con filologi, storici, archeologi e numismatici accreditati nel panorama scientifico del tempo, per confrontarsi sulla provenienza, la storia, il significato dei singoli oggetti, con particolare riguardo alle monete, di cui andava fiero. Domenica 2 febbraio, alle 11.30, nella saletta dove è esposta la collezione, introdotta da Maria d’Andrea e Gilberto Floriani, Giorgia Gargano, archeologa e ispettore onorario numismatico, illustrerà la raccolta del conte Vito acquistata dallo Stato nel 1988, racconterà della sua attività nella Monteleone ottocentesca, della sua forte personalità e centralità nella vita culturale calabrese ed italiana del tempo, quindi non solo nella sua Calabria ma anche fuori dai suoi confini.

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