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Grande successo per il concerto finale del trio Bressi (oboe), Bellissimo (organo) Padoan (violoncello)

Cultura

Ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica la XXXIII edizione delle “Serate Organistiche Vallelonghesi”, conclusasi nei giorni scorsi nella splendida cornice della Basilica-Santuario “Santa Maria di Monserrato”. La due giorni della prestigiosa rassegna musicale, organizzata appunto a Vallelonga, ha vissuto il suo epilogo finale con l’apprezzato concerto di Giuseppina Bressi (oboe), Domenico Bellissimo (organo) e della piccola Elena Padoan (violoncello). Il programma della serata ha previsto brani di Corelli, Geminiani, Marcello, Föster e Albinoni, intercalati da tre pezzi organistici di Buxtheude e Pachelbel. Autori, quest’ultimi, che hanno influenzato non poco J.S. Bach. A testimoniare il successo registrato dal concerto, l’attenzione con cui il numeroso pubblico presente ha assistito all’esecuzione dei brani in programma,ma anche lo scrosciante applauso tributato ai tre musicisti,già alla fine della prima parte, dopo l’esecuzione del famoso Adagio di Marcello.

L’intermezzo tra la prima e la seconda parte è stato riservato alla giovanissima Elena Padoan (14 anni), esibitasi in maniera encomiabile in due brani del vasto repertorio di Bach. Il concerto si è concluso con una stand ovation e con i tre bravi musicisti “costretti” a concedere il bis agli spettatori presenti in chiesa. Tra i brani più apprezzati, il famoso Adagio di Albinoni. Nel corso della serata, ringraziamenti sono stati espressi dal maestro Vincenzo Barbieri al vescovo Luigi Renzo, il quale pur non avendo potuto presenziare all’evento non ha mancato di far giungere il suo apprezzamento e il suo incoraggiamento a proseguire nell’organizzazione della rassegna. Don Barbieri, vero “deus ex machina” delle “Serate Organistiche Vallelonghesi”, in virtù anche del suo grande impegno teso a garantire la manutenzione adeguata del prezioso organo presente all’interno dellaBasilica-Santuario “Santa Maria di Monserrato” (circa 4400 canne), ha tra l’altro ribadito la necessità di suonare più spesso lo strumento, soprattutto al fine di evitarne il suo logoramento.

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