Rassegna didascalica per i 90 anni della basilica cattedrale di Mileto

Inaugurazione della mostra organizzata dall'associazione culturale "Accademia milesia"
Inaugurazione della mostra organizzata dall'associazione culturale "Accademia milesia"
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I novant’anni di vita della basilica cattedrale di Mileto, oltre che con la messa solenne presieduta dal vescovo monsignor Luigi Renzo, nella giornata di ieri sono stati commemorati con l’inaugurazione di una mostra organizzata dall’associazione culturale “Accademia milesia” sulla navata destra dell’imponente edificio sacro. La rassegna, prettamente didascalica, permetterà in epoca di coronavirus ai fedeli e ai semplici curiosi di fare una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, che partendo dall’epoca normanna – in cui Mileto assurse a capitale della contea di Ruggero I d’Altavilla – porta ai tempi nostri. Il tutto raccontato attraverso le descrizioni storiche, architettoniche e tecnico-documentali delle varie chiese madri della prima diocesi di rito latino del meridione d’Italia, via via elevate nel corso dei secoli, spesso all’indomani di tragici eventi tellurici. L’avvincente “viaggio” inizia con la cattedrale dell’antica Mileto, realizzata nel 1081 e di cui oggi rimangono solo alcuni ruderi nel vecchio sito e le piantine planimetriche da cui, come scrisse il compianto studioso Giuseppe Occhiato, si ricava “che la costruzione basilicale era non molto vasta, con avancorpo spartito in tre navate da un sistema di sedici colonnine abbinate e di due sostegni più robusti isolati, impostati in prossimità della parete di facciata”.

Per quanto riguarda gli appoggi, invece, “sorgenti direttamente dal piano della chiesa, erano quasi tutti monolitici ed in granito grigio, provenienti non già dallo spoglio degli antichi edifici greco-romani della vicina Hipponion, come finora è stato ripetutamente affermato, bensì quasi certamente dalle vicine cave nicoteresi”. La mostra presenta poi un focus sulla cattedrale realizzata all’indomani del terremoto del 1783 nell’attuale città, realizzata a due chilometri di distanza dall’’antica capitale normanna. La struttura basilicale fu in questo caso consacrata nel 1823 ad opera del vescovo Capece Minutolo e ristrutturata in modo ancor più solenne nel 1859 dal presule dell’epoca Filippo Mincione. Infine, l’attuale chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, ricostruita in stile romanico-lombardo sulle fondamenta della precedente – all’indomani dei terremoti che nel 1905 e 1908 distrussero Messina e Reggio Calabria – e consacrata il 25 ottobre del 1930 ad opera del vescovo pavese Paolo Albera. La cattedrale, intitolata anche in questo caso a Maria Assunta in Cielo e a San Nicola di Bari, è stato ristrutturata e arricchita di opere scultoree alla fine dello scorso secolo dal vescovo Domenico Cortese. Nel 2016 Papa Bergoglio le ha aggiunto il titolo di basilica minore.