Tonnara di Bivona, i “quattro semplici passi” per il suo recupero

Ad esplicitarli è lo studioso Antonio Montesanti. Per mettere a valore l’importante bene identitario appare determinante il ruolo del Comune di Vibo
Ad esplicitarli è lo studioso Antonio Montesanti. Per mettere a valore l’importante bene identitario appare determinante il ruolo del Comune di Vibo
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La tonnara di Bivona

Dalla protesta alla proposta. Dopo aver, a più riprese, denunciato e stigmatizzato la situazione d’impasse in cui ancora si trova il complesso storico-culturale della tonnara di Bivona, Antonio Montesanti  passa alla fase propositiva esponendo la sua idea per realizzare finalmente l’agognato Museo del mare e salvare la tonnara.

«Basterebbero non cento, ma quattro semplici passi – afferma – e per avviare i “Quattro semplici passi” è indispensabile che promotore e sostenitore sia l’Ente locale, più agile nelle procedure e vicino, per definizione, alla sua comunità. È dunque necessario che il Comune di Vibo Valentia e la politica locale abbandonino la linea del disimpegno attuato negli ultimi due anni (perseguendo la verticistica, lunga, complessa e ardua strada dell’acquisizione statale o regionale) e che si avvii, al contrario, un periodo di coinvolgimento e partecipazione della comunità costiera alla costituzione  e gestione del bene storico di archeologia industriale legato alla pesca». [Continua]

Dopo questa premessa, Montesanti passa ad esplicitare, nei  dettagli, i quattro step  che permetteranno di raggiungere l’obiettivo finale del completo recupero del bene: «Primo passo: il Comune di Vibo Valentia prenda immediatamente in concessione il bene demaniale (il canone si aggira intorno ai 2.000 euro l’anno. In considerazione del dissesto finanziario in cui versa l’ente comunale, si potrebbe avviare una mirata attività di raccolta fondi), passaggio propedeutico all’avvio dell’iter di derubricazione dal settore Marittimo mercantile al settore Marittimo ordinario, ottenuto il quale si potrà concordare con il Mibact un Piano di valorizzazione culturale che condurrà al riscatto definitivo del cespite e alla sua acquisizione al patrimonio del Comune, che consentirebbe all’ente di attivarsi a pieno titolo per cercare di ottenere i finanziamenti necessari e indispensabili alla valorizzazione del bene, che rappresenta un’importante testimonianza storica con valenza sovraregionale».

Secondo passo: il Comune promuova in tempi brevi l’istituzione del Museo civico della civiltà del mare; inserisca, integrando le schede dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis), già presentate ad Invitalia, con una specifica scheda per il completamento strutturale e il recupero dei barconi.

Terzo passo: il Comune promuova la creazione di una Cooperativa sociale culturale che abbia come scopo la gestione e la promozione della cultura del mare, coinvolgendo giovani residenti nell’area costiera, cooperative di pesca, organizzazioni datoriali e sindacali. Contemporaneamente disponga la ricollocazione, all’interno dell’immobile, dell’allestimento acquistato dal 2015 e che giace, ancora imballato, nei magazzini comunali.

Quarto passo: gli organi di gestione come sopra costituiti elaborino un piano di gestione e fruizione attraverso schede di progetto di finanziamento da presentare agli enti sovraordinati (Provincia, Regione, Ministeri, Comunità europea). Nel contempo si apra al turismo scolastico e stagionale la Tonnara di Bivona e il Museo work in progress».

Questi i quattro passi che, a parere di Montesanti, consentiranno finalmente di mettere a valore l’importante bene identitario affinché diventi al più presto un centro aggregativo in nome della cultura del mare.